Meglio le multe preventive
che quelle «preventivate»

La Posta della Olga
La Posta della Olga
Silvino Gonzato09.06.2020

Un buon cittadino è tale - scrive la Olga - se prende più multe possibili perché così contribuisce zelantemente a rimpinguare il bilancio comunale. Nel 2019 le infrazioni al codice della strada, come ha annunciato l'assessora Toffali, hanno fruttato quasi 20 milioni. La previsione per il 2020 era di metterne in cassa 21 ma, considerati i tre mesi di lockdàun in cui si potevano multare solo i fantasmi, il Comune si dovrà accontentare della miseria di cinque-sei. Tutti i Comuni d'Italia mettono nel bilancio preventivo le multe ma questo non significa che sia giusto e soprattutto morale. Da una parte si mandano nelle scuole i vigili a tenere lezione di educazione stradale ma dall'altra si spera che i pargoli diventino degli automobilisti indisciplinati perché solo così si farà cassa. Che il Comune stabilisca da un anno all'altro quanti milioni ricaverà dalle multe e che alla fine dell'anno debba far tornare i conti mi pare un fiatìn stravagante, per non dire indecoroso. Sulla questione si è tenuta una conferenza dell'associazione "No ghe ne podémo più". Al tavolo dei conferenzieri c'erano el ragionier Dolimàn, un supermultato per divieto di sosta travestito da dama di Gran Croce dell'Ordine della beneficenza, l'architetto Spegassi e un novantenne sul triciclo e con la maglietta dell'assessore Zanotto. El ragionier Dolimàn ha aperto la discussione dicendo di essersi trovato uno stallo blu in garage e lo ha addebitato al fatto che per recuperare i soldi perduti col lockdàun il Comune le sta tentando tutte. Tanto più che, avendo el ragionier sotto casa tre stalli blu che sono stati inglobati nel plateatico di un ristorante, ha pensato che ne fosse stato rimediato uno a sue spese. Il supermultato ha chiesto di essere insignito della medaglia della città. L'architetto Spegassi ha spezzato una lancia a favore delle multe preventive da pagare con la tassa delle sgaùie, che secondo lui sarebbero molto più eque di quelle preventivate: «'Na diesìna a testa e così i vigili i pol far de l'altro». Il novantenne sul triciclo ha fatto pubblica ammenda perché, come ha detto, «in setant'ani che g'ò la patente no ò ciapà gnanca 'na multa e merito el dispresso parché se tutti i fazésse come mi, el Comune al andarìa in falimento».