Le mura di Teodorico
e l'elmo di Asterix

La Posta della Olga
La Posta della Olga
Silvino Gonzato20.06.2020

Silvino Gonzato Il mio Gino - scrive la Olga - in casa non c’è quasi mai: o è al bareto o fa il giro dei cantieri di Acque Veronesi perché sa che ogni scavo porta a una scoperta archeologica e spera di portarsi furtivamente a casa un sasso antico o un altro interessante reperto. Lo sa dopo che il Tito Sbatióvi, ormai parecchi anni fa, gli aveva detto che, facendo un buco nella sua cantina per calarvi una damigiana allo scopo di tenerla al fresco, aveva trovato l'elmo di Asterix che da allora tiene in bella vista sul comò. Il mio Gino aveva anche saputo che sotto un'altra cantina era stato rinvenuto un goto dei Goti e sotto un'altra ancora la garçonnière di Alboino con il letto ancora sfatto. Ebbene, dopo aver letto che gli operai di Acque Veronesi avrebbero scavato vicino a Porta Borsari per capire come mai a ogni nubifragio si allaga il Caffè Rialto, è corso a curiosare. Grazie alla stretta collaborazione tra Acque Veronesi e la Soprintendenza, così stretta che ormai si può parlare apertamente di scambio di ruoli, a un certo punto uno degli operai dentro la buca, vedendo un muro antico ha sentenziato: «Sta qua l'è roba de Teodorico». E ha aggiunto: «Butèi fermémose e ciamémo la Soprintendensa». «Sicuro come l'oro che l'è roba de Teodorico» gli ha fatto eco dall'orlo dello scavo un operaio congolese che in occasione di un altro lavoro di Acque Veronesi era stato il primo a identificare il pitale di Mastino della Scala. Gli archeologi della Soprintendenza, subito accorsi, hanno confermato che si trattava di «roba di Teodorico» e precisamente dell’avancorpo difensivo della seconda cinta muraria della città. «Va ben - ha detto un cittadino del posto - ma adesso fè in prèssia i laóri in modo che no andémo più soto acqua e pó stupè tuto». Ma lo scavo è stato invece transennato e oggi sarà meta di visite guidate. Visite senza guida sono in corso ad altri scavi dove si vedono invece solo le canne dell'acqua. Tra gli abbandonati cantieri per l'abortita filovia (i residenti di via del Capitèl sono ingabbiati da mesi), quelli di Acque Veronesi e quelli infiniti della fibra ottica, la città l'è tuta un buso. E a questi busi si devono aggiungere quelli vergognosamente cronici dell’asfalto delle strade. •