La colpa è dei tombini
mai delle istituzioni

La Posta della Olga
La Posta della Olga
Silvino Gonzato10.06.2020

Per tre mesi, durante il lockdàun, c'è sempre stato il sole, tanto che stando sul pontesèl me son brustolà - scrive la Olga - ma puntualmente, quando sono stati tolti i cadenassi alle nostre case e finalmente potevamo uscire, è venuta giù tanta di quella pioggia da allagare interi quartieri. Sono saltati i tombini, cosa ormai consueta nella nostra città, e invece di andare finalmente nei prati a magnàr le brisòle, siamo scesi con le spassaóre e i séci nei garage e nelle cantine dove l'acqua ci arrivava ai sgarléti. Nel mio condominio, come credo in molti altri, è stato il primo momento di ritorno completo alla socializzazione perché da un garage all'altro e da una cantina all'altra si dialogava ad alta voce con i vicini. El cavalier Marandèla si lamentava che gli galleggiassero i salami e li ripescava col retino da pesca. Uno di questi salami, dopo aver piroettato in un vortice, si era infilato di gran carriera nel garage del Pistola, il pensionato del quarto piano, che se lo è nascosto nelle braghe sotto gli occhi della moglie che gli si è parata davanti per nascondere la furtiva operazione. «Avìo visto el me salame?» chiedeva el cavalier Marandèla trascinando gli stivaloni da un garage all'altro. È stato il momento più alto della socializzazione. Poi ci sono stati dei momenti un po' più bassi come quando tutti i condòmini hanno addentato i pomi della vedova del quinto piano che galleggiavano un po' ovunque mentre lei strillava che le sarebbero serviti per fare una torta. Ad un certo punto, visto che la socializzazione minacciava di naufragare, il geometra Frappè del terzo piano, mettendo tutti d'accordo, ha incominciato a inveire contro i tombini che non si sono ancora adeguati alle piogge tropicali che sistematicamente allagano la città provocando disastri. Credo che non siano mai state pronunciate parole così dure contro i tombini dai tempi del diluvio universale. Modestamente ho fatto osservare che non è colpa dei tombini se andiamo sotto acqua a ogni temporale (a ogni pissada de can, ha precisato il mio Gino) ma il geometra Frappè mi ha risposto che in questa città la colpa la si dà convenzionalmente sempre alle cose, mai alle istituzioni che, in un modo o nell'altro, se ne tirano sempre fuori. •