E nell’acquasantiera
una bottiglia di gel

La Posta della Olga
La Posta della Olga
Silvino Gonzato03.06.2020

Il distanziamento mistico - scrive la Olga - era garantito da quattro steward improvvisati di cui uno era il Fosco, il marito della Amabile, il più autoritario nel pilotare i fedeli tra i banchi. «Stè larghi, no stè sentàrve sui adesivi». Gli adesivi, raffiguranti il cartello del divieto di sosta, indicavano il posto che doveva rimanere libero per garantire le distanze. Il mio Gino, che fa una certa confusione con la segnaletica stradale, si stava sedendo proprio sopra uno di questi. «Gino - gli ho sussurrato nella récia piegata a sventola dall'elastico della mascherina - no fàrme far bruta figura anca in césa». All'ingresso, sull'asciutta acquasantiera c'era una bottiglia di plastica bianca con l'erogatore di gel per le mani. Qualcuno, pensando che si trattasse di gel santo, si è fatto un appiccicoso segno della croce. Ho pensato che solo quando ricomparirà l'acqua santa nelle acquasantiere si potrà parlare di un completo ritorno alla normalità. La vista di quella bottiglia di gel non ha disturbato solo me. «No i podéa métarla da n'altra parte? L'è 'na profanassión» ha protestato a voce alta una pia donna. Il ragionier Dolimàn e la moglie, la Dolly Delfina, che in tempi normali si mettevano in un cantón in fondo alla chiesa, sono stati costretti dal Fosco a prendere posto nel primo banco che era vuoto, cosicché il ragionier ha potuto optare per il distanziamento doppio, mettendo tra sé e la moglie due adesivi. «I deve èssar de róta, de sicuro ià crià» mi ha detto il mio Gino avvicinandomisi oltre il limite consentito. Avevo notato che il Fosco, per dirottare la riottosa Dolly Delfina sul primo banco, le aveva dato uno strattone. L'emergenza ha fatto affiorare una moltitudine di figure improvvisate che ne hanno approfittato per esercitare il loro piccolo ma fastidioso potere. Quando la Maria Tettona, che era a un adesivo di distanza dal mio Gino, cantava, cosa che fa sempre sguaiatamente, la mascherina le si gonfiava come una vela al vento scoprendole le ganasse con conseguente spiansamento laterale del mio Gino di droplets, come si chiamano oggi le goccioline di saliva. Quando siamo tornati a casa gli ho misurato subito la féara. Nonostante tutte le precauzioni, la Messa non è ancora sicura. •