E adesso togliete i cantieri
e resuscitate gli alberi

La Posta della Olga
La Posta della Olga
Silvino Gonzato06.06.2020

Già molto prima del Coronavirus, che non deve quindi essere un alibi, - scrive la Olga - la filovia, così come era stata concepita, era morta e il ragionier Barini, presidente dell'Amt, non si era accorto che stava facendo la respirazione bocca a bocca a un cadavere. Le parole del sindaco, che «non esclude alcuno scenario a fronte di circostanze del tutto mutate» suonano come un de profundis. Adesso si tratta di resuscitare le centinaia di alberi che sono stati tagliati inutilmente, di abbattere le gabbie metalliche che racchiudono cantieri inutili e in gran parte mai partiti, de stupàr più che in pressia le buse e riasfaltare le strade riconsegnandole con tante scuse ai cittadini com'erano prima che cominciasse l'opera devastatrice. Per la resurrezione degli alberi raccomando quel maestro - lo ricordate? - che li segava senza farli soffrire. Dev'essere per lui un gioco da ragazzi ricomporre tronchi, rami e foglie in un battibaleno. Quante boiate ci hanno raccontato! Al posto di alberi dall'ombra secolare hanno piantato carognette vegetali spacciandole per foresta. Ci hanno detto che i pini marittimi, così svettanti ed eleganti, andavano comunque eliminati perché le radici ingobbivano l'asfalto ma nessuno se n'era accorto prima di doverli sacrificare all'Opera Filovia, la grande opera che avrebbe consegnato alla città un mezzo di trasporto più veloce di Speedy Gonzales ma il cui progetto era già nato vecchio come il cucco. Per compensare il patrimonio verde che andava perduto, l'assessorina Pippi Calzelunghe aveva perfino tirato fuori dal cassettino della sua mini-scrivania la favola bella di regalare alle famiglie, attraverso generose aziende florovivaistiche, alberelli e arbusti padani da piantare nei loro giardini. C'è chi ha avuto un rosmarino e chi una quercia: sarà tutto ciò che rimarrà dell'Opera Filovia. Insieme alle carrozze, già pronte per la consegna. E al bareto scommettono su cosa ne farà il ragionier Barini che se le troverà in corpo. Le farà correre, cosparse di lacrime, su un plastico gigante o le collocherà nel museo delle tante idee abortite degli amministratori che si sono succeduti in questa città? •