L’ultima tentazione di Dall’Oca è la presidenza della Provincia

Roberto Dall’Oca, eletto sindaco di Villafranca a giugno FOTO PECORA
Roberto Dall’Oca, eletto sindaco di Villafranca a giugno FOTO PECORA
Maria Vittoria Adami 31.08.2018

Metti la voglia di Villafranca di conquistare un ruolo fuori dai confini comunali. Metti la scadenza a ottobre del presidente della Provincia e l'ineleggibilità, per questioni temporali, della maggioranza dei sindaci. Ed ecco sul piatto, o meglio nell'elenco dei papabili al vertice dei Palazzi Scaligeri, il sindaco di Villafranca Roberto Dall'Oca. La questione è più che un'ipotesi. Il primo cittadino, 51 anni, eletto a giugno, non ha avuto proposte formali a candidarsi. Ma nelle segreterie politiche e tra i sindaci degli altri 97 Comuni veronesi il suo nome viene fatto spesso. Questioni tecniche: il presidente della Provincia rimane in carica quattro anni e deve essere un sindaco il cui mandato non scada prima. E considerando che oltre cinquanta Comuni andranno al voto l'anno prossimo e una ventina lo faranno nel 2019, si potrà attingere da un bacino ristretto di venti sindaci, 14 eletti l'anno scorso e sei quest'anno. Tra questi pesano due Comuni: Verona con il sindaco Federico Sboarina, centrodestra, e Villafranca, secondo centro più grande della provincia, con Roberto Dall'Oca eletto con una coalizione modello Verona: Forza Italia, Lega, Fratelli d'Italia, Villafranca domani (leggi Verona domani) e la civica del sindaco. Il nome del presidente, stando ad accordi politici che si stanno abbozzando, dovrà piacere alla Lega e sia Sboarina sia Dall'Oca hanno il Carroccio in coalizione. Come ce l'ha Antonello Panuccio, confermato sindaco di Castel d'Azzano che ha chiuso una partita con il suo ex alleato, e poi rivale alle amministrative, Pino Caldana, già vicepresidente della Provincia. Presidente e consiglieri provinciali sono eletti dai (e tra) sindaci e consiglieri comunali divisi in liste. Il voto è ponderato: quello dei consiglieri dei Comuni più grandi conta di più. Il presidente non percepisce un'indennità, ma è a capo di un'istituzione cui spettano diverse nomine nella ventina di enti e società cui partecipa: dalle autostrade all'aeroporto, dalla fiera alle fondazioni, da realtà di assistenza anziani alle aziende e consorzi di trasporto pubblico. L'attuale è Antonio Pastorello, sindaco di Roveredo di Guà, dalla lunga carriera amministrativa, ed eletto il 13 ottobre 2014. Dall'Oca non nega che il suo nome sia stato fatto: «Il ragionamento con il quale si vota il presidente si sa ed esclude diverse possibilità visti i molti Comuni che andranno al voto l'anno prossimo. È facile, quindi, fare 1+1 e indicare i sindaci che restano», spiega. E sono questi: oltre a Villafranca e a Castel d'Azzano quest'anno hanno scelto il sindaco Sona, confermato Gianluigi Mazzi (civico); Bussolengo, Roberto Brizzi (alleanza composita); Lazise, Luca Sebastiano al quarto mandato (civico, ma dell'alveo del centrodestra); San Mauro di Saline, Italo Bonomi (civico). L'hanno scorso oltre a Sboarina sono stati eletti Maria Luisa Guadin a Cazzano di Tramigna, Loreta Isolani a Roverchiara, Andrea Gennari a Casaleone, Marco Franzoni a Cerea (centrodestra), Stefano Negrini a Gazzo, Franco De Santi a San Martino Buon Albergo, Gaetano Tebaldi a Soave, Paolo Tertulli a Illasi, Diego Ruzza a Zevio (centrodestra), Luciano Marcazzan a San Giovanni Ilarione, Marcello Lovato a Caldiero, Moreno Boninsegna a Ronco all’Adige e Andrea Tuzza a Villa Bartolomea. «Sono solo discorsi fatti tra sindaci, si faranno le opportune valutazioni, anche se il tempo non è molto», conclude Dall’Oca. «Tuttavia il ruolo di presidente è importante e io sono appena stato eletto primo cittadino». Ma le piacerebbe? «Mi piacerebbe fare bene il sindaco di Villafranca e in questo mandato darle il giusto peso sul territorio fuori dai confini comunali. Quindi se non sarà il presidente mi auguro almeno che Villafranca ottenga un ruolo importante, magari un vice. Ma spetta ai consiglieri votare». E se votassero Dall’Oca: «Accetterò». •

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