Gli studenti saliti a quota 6.700 Più classi anche alle paritarie

L’ingresso della scuola paritaria don Allegri FOTO PECORAPaolo Chiavico, coordinatore della don Allegri
L’ingresso della scuola paritaria don Allegri FOTO PECORAPaolo Chiavico, coordinatore della don Allegri
Maria Vittoria Adami 07.09.2018

Un esercito di oltre 6.700 alunni tornerà sui banchi di scuola la settimana prossima. Solo nel capoluogo, all’istituto comprensivo Cavalchini-Moro - che accorpa le elementari Bellotti e Alighieri e quelle di Rosegaferro, Quaderni e Pizzoletta, e le medie di via Marconi - entreranno in classe 1.861 alunni, da sommare ai circa 2.700 degli istituti superiori: Bolisani, Anti, Medi, Scaligera formazione e Stefani-Bentegodi. Oltre ai bimbi del nido. Sul fronte Nord, all’istituto comprensivo di Dossobuono, tra medie ed elementari e scuole di Rizza e Alpo, i ragazzini sui banchi saranno 938. A tutti questi si aggiungono gli oltre mille alunni delle paritarie tra nidi e materne, elementari Canossiane e medie Don Allegri. Villafranca si rivela un centro cui fanno riferimento le famiglie del comprensorio e del Mantovano. E non solo per le scuole superiori. E il fenomeno comporta un aumento degli studenti. Alle medie Cavalchini Moro quest’anno si inizia con una classe prima in più, per 29 alunni. Alle elementari Canossiane (150 alunni) si conferma l’apertura, caso inedito l’anno scorso, di due prime. «L’aumento», spiega l’insegnante Daniela Squassoni, coordinatrice della materna (162 bambini), «è dovuto a questioni lavorative di mamme e papà che fanno tappa a Villafranca prima di andare al lavoro e provenienti da Mozzecane, Custoza, Valeggio, anche Monzambano. Non si tratta di un aumento demografico. Anzi, su quel versante si conferma il calo». Ma il vero boom di iscrizioni lo sta vivendo la scuola media paritaria Don Allegri, gestita dalla cooperativa sociale Cultura e valori (appartenente al gruppo Cercate), e collocata nell’ex seminario dei frati Cappuccini, in via Rizzini. Quest’anno inizierà con tre classi prime, per 75 alunni, che si aggiungono alle altre due seconde e due terze, per un totale di 168 ragazzi con un corpo insegnanti di 15 persone, di cui due appena assunte. Nata nel 1983 nelle sale delle opere parrocchiali del Duomo come scuola diocesana, da cinque anni è ospitata all’ex seminario, sede più ampia e adatta dove è iniziato l’exploit: «Siamo arrivati qui con tre classi. L’anno dopo abbiamo aperto un’altra prima e sdoppiato una seconda che aveva troppi alunni. Oggi siamo a sette classi. Questo aumento ci ha spinto a effettuare nuovi lavori di ampliamento e di messa a norma antincendio», spiega il coordinatore della scuola Paolo Chiavico, insegnante di educazione fisica. L’istituto è in continua crescita tanto che già da qualche anno la cooperativa, formata da un centinaio di insegnanti, presieduta da Damiano Ceschi e che gestisce altre otto scuole a Verona, ha portato a termine diversi lavori di ampliamento ricavando mensa e sale di servizio nell’interrato, aule nuove al primo piano e ascensore per i ragazzini disabili che quest’anno sono cinque. Ora sono quasi terminati i lavori al secondo piano dove sono state sistemate le nuove aule e una grande biblioteca, per circa 100mila euro. Anche le Don Allegri, che si sostengono soprattutto con le rette dei ragazzi (circa tremila euro l’anno per alunno), servono un bacino vasto: «I ragazzi vengono dai paesi vicini e dal Mantovano. I genitori ci chiedono anche una scuola superiore», continua Chiavico. E come si spiega l’exploit? «La scuola si differenzia per il suo progetto educativo di matrice cattolica e inclusivo. Non siamo in competizione con le statali. E offriamo diversi servizi: il pomeriggio di studio assistito gratuito per i ragazzi che restano tutto il giorno; l’insegnamento dell’inglese con docente madrelingua; il progetto Sport per tutti: i ragazzi trascorrono l’ora di ginnastica alle piscine, al tennis o sul campo di hockey facendo un corso sportivo con le società storiche villafranchesi». •

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