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Viaggio virtuale nel parco
per i malati di tumore

Alessandro Foroni13.09.2017

Stare in mezzo alla natura ha benefici effetti sul corpo e sulla mente. Per questo la Fondazione Ant Italia Onlus ha coinvolto, oltre a Arte Sella e a Nicola Piovani (con una particolare edizione esecuzione del brano La vita è bella), anche il Parco giardino Sigurtà come partner per il progetto The Look of Life.

L’iniziativa è stata presentata ieri nella sede veronese di Fondazione Cattolica Assicurazioni, che sostiene l’iniziativa e che nel 2017 ha supportato l’apertura delle sedi di Valeggio, Bussolengo e Villafranca. L’occasione era la presentazione del bilancio di missione in Veneto e Friuli Venezia Giulia da parte di Ant, presente in dieci regioni italiane con 180 sedi e che assiste altre 10 mila malati di tumore all’anno.

L’obiettivo del progetto è quello di migliorare la qualità della vita dei pazienti oncologici e ridurre l’impatto negativo che l’isolamento socio-sensoriale può avere su di loro. Così gli spazi verdi e la strepitosa fioritura di oltre un milione di tulipani, che si può ammirare a primavera nei 600 mila metri quadrati del giardino, sono diventati lo sfondo di un video immersivo a 360 gradi. La sensazione è di entrare nel grande giardino e ammirare la straordinaria bellezza di piante e fiori.

Il tour virtuale del parco sarà quindi proposto come «terapia dello stupore» per alleviare il dolore percepito, la stanchezza e i sintomi ansiosi dei malati oncologici o affetti da patologie croniche invalidanti.

Il progetto di realtà virtuale The Look of Life è stato ideato da Fondazione Ant (Associazione nazionale tumori) e dall’associazione culturale Menomale, con la collaborazione del Centro di Ricerca Hit (Human Inspired Tecnology) dell’Università di Padova e del partner multimediale Deye VR e prevede l’utilizzo di visori Gear Vr.

Lo scopo, come ha sottolineato la presidente della Fondazione Ant, Raffaella Pannuti, ricordando che la sua associazione è attiva dal 1978 e che recentemente è stata premiata allo Smau per i suoi progetti innovativi, è anche quello di valutare, attraverso uno studio scientifico, l’esito clinico dell’utilizzo a domicilio di questa tecnologia, attraverso interviste e la somministrazione di questionari.

Toccante è stato l’intervento di Giuseppe Inga Sigurtà, comproprietario dell’omonimo Parco di Valeggio, che spiegato la forte motivazione che l’ha spinto ad aderire al progetto. «Riceviamo tante proposte», ha dichiarato Giuseppe Inga Sigurtà, «ma per alcune siamo particolarmente sensibili. Questa è stato doveroso accoglierla perché ci sono molti più ammalati di quelli che pensiamo. Anch’io sono stato operato di un tumore (per fortuna preso in tempo) e quando si vivono sulla propria pelle alcuni eventi è un discorso completamente differente. Ho testato il video e mi sono commosso immaginando l’aiuto che possiamo dare alle persone sofferenti».

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