Autorizzato il pontile sul fiume Si può navigare dal camping

La banchina chiesta dall’Altomincio family park sul fiume a Salionze FOTO PECORAIl molo d’attracco sul Mincio visto da altra angolazione
La banchina chiesta dall’Altomincio family park sul fiume a Salionze FOTO PECORAIl molo d’attracco sul Mincio visto da altra angolazione
Alessandro Foroni 31.07.2018

In molti si sono chiesti nelle ultime settimane che utilizzo avrà il pontile comparso da poco sul Mincio vicino all’ex ristorante Diga di Salionze, ora di proprietà dell’Altomincio Family Park. Come era facile ipotizzare la concessione è stata rilasciata dall’Aipo, l’agenzia interregionale che gestisce il Po e i suoi affluenti, a Elite Veneto, la società cui è collegato l’Altomincio, per permettere un punto d’attracco per la navigazione, ma i permessi hanno richiesto tempi lunghi. In passato l’Aipo s’era infatti opposta ad altre richieste per motivi di sicurezza. La ragione era legata alla cosiddetta «chiamata» delle paratoie, il formarsi di turbinii e di risucchio che si verificano quando la diga viene aperta, con la portata che può passare in pochi minuti da 10 a 200 metri cubi al secondo, creando una corrente in grado di portar via le installazioni fisse in acqua. Anche la giunta comunale di Monzambano (Mn), Comune sotto cui ricade quella parte del Mincio, s’era opposta nel 2012, esprimendo una «formale opposizione e manifestazione di parere negativo relativamente alla richiesta ad Aipo della ditta Navigazione Mincio nonché di altre domande concorrenti eventualmente depositate sulla medesima area e limitrofe». Il motivo lo spiegava la delibera relativa esplicitando che da tempo, d’intesa con il Parco del Mincio, il Comune aveva intenzione di valorizzare l’area fluviale a monte della diga, direttamente collegata a Peschiera, ritenendo di fatto quell’area «un proprio sbocco sul lago di Garda». Subito dopo si rilevava che le attività e la promozione turistica «sono concretamente realizzabili solo qualora l’ente pubblico sia l’unico detentore di concessioni di spazio acqueo». Anche l’attuale giunta mantovana aveva confermato il diniego all’installazione di pontili, ma poche settimane fa è arrivata la svolta. «L’Aipo ha semplicemente chiesto al Comune», dichiara l’attuale sindaco di Monzambano, Giorgio Cappa, «se la concessione contrasta con la pianificazione comunale ma in quell’area non vi sono opere in programma, per cui l’ente regolatore ha dato il via libera». La creazione di questo nuovo punto d’attracco intanto ha sollevato dubbi dei residenti sulla sua sicurezza, anche per la collocazione vicina a una ciclabile molto frequentata. «Abbiamo messo una corda per delimitare l’area», spiega Marco Calabrese, gestore dell’Altomincio Family Park, «e questo pontile arriva dopo una richiesta d’autorizzazione che ha avuto un iter lungo tre anni. Contavamo di averla già l’anno scorso, ma partiamo adesso, fornendo un attracco a chi abbia voglia di percorrere il Mincio, ammirandone scorci e natura, per poi far tappa nella nostra struttura. Dall’anno scorso infatti l’ex ristorante Diga è non solo una reception, ma anche un bar aperto a tutti. Se poi qualcuno volesse approfittarne per creare un collegamento con Peschiera siamo ben disponibili a supportarli. Magari per l’anno prossimo ci penseremo in proprio e stileremo anche un regolamento per l’attracco». Su voci insistenti nella frazione di Salionze che danno l’Altomincio Family Park vicino a un’ ulteriore richiesta di ampliamento, Calabrese è stato tassativo: «Al momento non c’è nulla di vero». •