C’era una volta una farmacia Oggi non fa più gola a nessuno

L’assessore Monia CimichellaUn cassetto pieno di confezioni di medicine in una farmacia
L’assessore Monia CimichellaUn cassetto pieno di confezioni di medicine in una farmacia
Federica Valbusa 12.08.2018

È passato più di un anno da quando la farmacia privata di San Giorgio in Salici ha chiuso. Dopo due interpelli effettuati dalla Regione per l’assegnazione delle sedi farmaceutiche, quella della frazione risulta ancora vacante. Entrambi i bandi sono infatti andati deserti. A questo punto, attraverso l’approvazione di una delibera di giunta, l’amministrazione ha deciso di favorire l’apertura di un dispensario farmaceutico, che costituirà una soluzione temporanea in attesa che la farmacia venga assegnata ad un nuovo titolare. Sulla questione però non mancano le polemiche. Il gruppo consiliare formato da Lega e Progetto Comune, che in campagna elettorale aveva sostenuto la necessità di aprire un dispensario farmaceutico quanto prima, accusa l’amministrazione di essere arrivata a questa soluzione «dopo un colpevolissimo ritardo». Nel marzo del 2017, il precedente titolare aveva comunicato l’intenzione di lasciare la farmacia di San Giorgio in Salici in quanto era risultato assegnatario di una nuova sede farmaceutica in provincia di Padova. Dal successivo primo giugno la farmacia aveva chiuso. Lo scorso aprile, a seguito delle domande rivolte dai cittadini all’amministrazione relativamente al perdurare della chiusura della farmacia, l’allora vicesindaco Simone Caltagirone aveva scritto una lettera alla cittadinanza per spiegare la situazione. In un volantino distribuito a San Giorgio in Salici alcuni giorni fa, i consiglieri Gaspare Di Stefano, Edgardo Pesce, Antonella Tortella, Flavio Bonometti e Nicolò Ferrari scrivono che se l’amministrazione è arrivata all’approvazione della delibera per il dispensario è stato «solo grazie alle durissime prese di posizione delle liste di opposizione Lega-Salvini e Progetto Comune». Nel volantino, i cinque consiglieri di opposizione pongono anche alcune domande che ritengono «tanto semplici quanto ineludibili da parte del sindaco». Innanzitutto, chiedono: «Perché si è aspettato circa un anno e mezzo per approvare una semplice delibera a costo zero da parte del Comune? Perché si è privata la gente di San Giorgio di un servizio essenziale per la salute per circa diciotto mesi determinando, di fatto, una interruzione di pubblico servizio?». Il sindaco Gianluigi Mazzi risponde riferendo che l’amministrazione ha seguito l’iter suggerito dalla Regione e previsto in questi casi: «Abbiamo operato come l’assessore Coletto, da noi interpellato, e gli uffici regionali ci avevano consigliato, cioè seguendo la via dell’interpello. Ci tengo a precisare che la farmacia di San Giorgio in Salici non è pubblica ma privata , quindi le regole non le detta il Comune ma la Regione. Una volta che anche il secondo interpello è andato deserto, abbiamo deciso di procedere con il dispensario, che verrà aperto a brevissimo. Si tratterà comunque di una soluzione provvisoria, perché fra qualche mese ci sarà un altro bando». Il dispensario verrà gestito da una farmacia privata di Castelnuovo. L’esigenza della farmacia è particolarmente sentita dai cittadini di San Giorgio in Salici. La frazione dista quattro chilometri da Sona, dove c’è la farmacia comunale, e ha 2.450 abitanti. La decisione di attivare un dispensario è motivata dalla consapevolezza che non poter usufruire di un servizio farmaceutico rappresenta un grande disagio per la popolazione, soprattutto quella anziana. La giunta ha chiesto alla Regione e all’Aulss 9 Scaligera di espletare gli atti di loro competenza per l’apertura urgente del dispensario. Lega e Progetto Comune nel volantino si soffermano anche su un altro punto, relativo all’aspetto economico: «Se il dispensario farmaceutico fosse partito il primo giugno 2017 le casse comunali avrebbero incassato circa sedicimila euro di affitto. Chi pagherà questo danno? Speriamo non i cittadini e, per questo, saremo disposti ad intraprendere tutte le azioni possibili». Lo stabile che ospita la farmacia è di proprietà comunale, quindi chi gestisce il servizio farmaceutico deve pagare un affitto al Comune. «L’ex titolare della farmacia paga ancora l'affitto sebbene in forma ridotta»», chiarisce il sindaco Mazzi, «perché ha lasciato dentro i mobili che vorrebbe poi vendere al nuovo proprietario. Mentre fino a novembre pagava circa 850 euro di affitto, da dicembre ne paga 200 e, relativamente a questa cifra, c’è un regolare contratto di affitto. Se vogliamo fare bene i conti, quindi, la differenza di introito nei mesi che vanno da dicembre a luglio non ammonta a 16 mila euro ma a 5 mila e 200 (650 euro di differenza mensile per otto mesi)». «Non abbiamo creato nessun danno», aggiunge Mazzi, «anzi, se vogliamo parlare dell’aspetto economico, anche se a me non piace farlo relativamente a tematiche come questa, da giugno a dicembre 2017 il fatturato delle farmacie pubbliche di Sona e Palazzolo è aumentato di circa centomila euro, e di circa cinquantamila nei primi sei mesi del 2018. Questo aumento del fatturato delle farmacie pubbliche è interpretabile come una conseguenza della chiusura della farmacia privata di San Giorgio in Salici. Da un lato, quindi, c’è stato un disagio perché è venuto meno un servizio, dall’altro nelle casse del Comune sono entrati maggiori soldi da utilizzare per la comunità». L’assessora Monia Cimichella, che ha la delega alle farmacie, sottolinea che le lungaggini dipendono molto dai tempi della burocrazia, e aggiunge: «Quando sono arrivata, io ho preso le consegne dell’ex vicesindaco Caltagirone, che aveva già fatto moltissimo per questa situazione. Da parte degli enti coinvolti c’è la massima disponibilità: anche la Regione e l’Aulss 9 conoscono ogni dettaglio della vicenda e non vedono l’ora che venga risolta. Questa questione andrà a buon fine quanto prima, quantomeno per quanto riguarda l’attivazione del dispensario». • © RIPRODUZIONE RISERVATA

Primo Piano
 
Convegno internazionale a Venezia

Non solo rughe
Botulino per
ricostruire il viso

Condividi la Notizia
 
Condividi la Notizia
 
Il sindaco di San Martino Buon Albergo

Esplosione
«I migranti
non c'entrano»

Condividi la Notizia