«Nato a Villafranca»
Ecco Asia, Alì
e Patrick Gabriel

A sinistra Patrick, a destra Alì e Asia
A sinistra Patrick, a destra Alì e Asia
Maria Vittoria Adami 07.07.2018

Triplo fiocco, due azzurri e uno rosa, all’ospedale Magalini di Villafranca.

Dopo un’attesa, per la città, lunga 15 anni, Patrick Gabriel Nuta è venuto alla luce ieri alle 13.59 nella nuova struttura ospedaliera costruita sulle ceneri di quella che andò in fumo il 23 marzo 2003 e che è stata inaugurata martedì.

Il bimbo record è stato seguito alle 15.56 da Asia Birtolo, nata da mamma Giovanna Chirulli e papà Antonio. Attorno alle 18 è arrivato anche Alì Sumon (3,2 chilogrammi) che porta nome e cognome del papà originario del Bangladesh come la mamma Begum Bushra.

 

I piccoli, di Mozzecane e Isola della Scala, sulla carta d’identità avranno scritto «Nato a Villafranca». Patrick, 3,2 chili, è venuto alla luce con parto naturale in neppure 20 minuti. «Stamattina (ieri, ndr) sono venuta qui per fare il tracciato», racconta la mamma Marinela Marin, 37 anni, romena in Italia da 10 anni, residente prima a Villafranca e oggi a Mozzecane, «poi sono tornata a casa. Ma appena arrivata ho sentito che il bambino stava per nascere e ho chiamato l’ambulanza».

Alle 13.40 Marinela ha varcato le porte del pronto soccorso, attivato proprio ieri, ed è stata portata al primo piano. In una delle quattro sale parto, con le pareti ricoperte da immagini di un fresco bosco di montagna, ha dato alla luce Patrick, che è rimasto infagottato al suo fianco «pelle a pelle» per due ore, sotto gli occhi colmi di orgoglio del papà Sori, 47 anni, felice della nascita al Magalini: «Avevamo paura che anticipasse e di dover andare da qualche altra parte». Patrick è il secondogenito dei coniugi Nuta, entrambi operai. Il primo bambino è nato a Bussolengo, con la stessa équipe medica che ieri ha dato il benvenuto al nuovo fratellino.

Il reparto, con il primario Marco Torrazzina, è quello trasferito da Bussolengo e anche le neomamme che arrivano al Magalini sono quelle che sinora erano seguite all’Orlandi. La dottoressa Patrizia Favaro ha fatto partorire Marinela affiancata dalla collega Laura Grassi e dalle infermiere Sabina Tomasi, Maria Lucia Zivelonghi e Martina Quartana. Ieri tutte entusiaste del nuovo arrivo dai capelli scuri e con il ditino in bocca. Patrick, dopo due ore a contatto con la mamma, in una stanza dove può entrare solo il papà, è stato portato al nido, lavato, vestito e riconsegnato alla mamma che lo può tenere in stanza - dove il papà ha attaccato il fiocco azzurro già ricamato con il nome - per tutto il tempo che vuole. «Un pomeriggio intenso per noi», sorride Torrazzina.

E una festa per la città ma anche, e soprattutto, per gli operatori del Magalini. «Ieri c’erano solo scatoloni. Oggi abbiamo scatoloni più bambini», scherza Mauro Cinquetti, direttore del dipartimento materno infantile. «È una gioia che ci dà fiato, un momento di pausa tra i tanti di tensione affrontati durante l’apertura: tutto deve essere impiantato, ma emergono di continuo aspetti da aggiustare in corsa perché prima non si potevano preventivare. Eppure si riesce a partire con un evento positivo che dà nuovo motivo di rilancio all’impegno messo da tutti in questi giorni e ci dà soddisfazione perché vediamo che si lavora per qualcosa». A Patrick, Asia e Alì è arrivato anche il benvenuto del sindaco Roberto Dall’Oca. Da Valeggio invece Filippo Ferrari depone la corona di bimbo record: è nato il 21 marzo 2003 ed era l’ultimo nato del Magalini, evacuato durante l’incendio. •

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