Isola della Scala È la serata della Fiera del riso Il paese tra sculture e coloriIsola della Scala | Isola della Scala

È la serata della Fiera del riso Il paese tra sculture e colori

Un’installazione dello scultore Alessandro MuttoLa scultura di Mutto che riproduce i tuffi FOTO PECORA
Un’installazione dello scultore Alessandro MuttoLa scultura di Mutto che riproduce i tuffi FOTO PECORA
Mariella Falduto 12.09.2018

Si inaugura oggi alle 20,30 sull’area fieristica la 52esima Fiera del riso, manifestazione dedicata al vialone nano, il prodotto tipico locale celebrato dal campo alla tavola in tutti i giorni della festa che si chiuderà il 7 ottobre. Con il riso quest’anno anche l’acqua, essenziale fonte di vita particolarmente importante per il cereale, diventa protagonista della fiera lungo il percorso didattico che accompagna il visitatore dalla piazza del paese all’area fieristica proponendo temi di riflessione sulla difesa dell’ambiente. L’allestimento del percorso si deve all’artistica abilità dello scultore Alessandro Mutto, che già l’anno scorso aveva creato con oggetti e materiali di recupero grandi sculture di animali di campagna che erano state molto apprezzate e che sono state riutilizzate, dopo qualche piccolo restauro dei materiali più deperibili, e affiancate ad altre nuove istallazioni artistiche realizzate con tecniche e materiali diversi. «Il tema sviluppato dal percorso», spiega lo scultore, «è legato al riso e si propone di sensibilizzare sulla preziosità dell’acqua, sull’attenzione al suo spreco ma anche sullo smaltimento della plastica». Nel giardino allestito in piazza Martiri della Libertà sono state ricostruite due risorgive abbellite da ninfee, dalle quali si alzano alte onde blu, fatte con rete edile di riuso, costellate di pesci grandi e piccoli di carta plasticata rilucente scartata da una ditta. Tra i tigli di via Marconi pendono invece gigantesche gocce d’acqua, costruite con bottiglie in plastica da un litro e mezzo gonfiate e per questo rimpicciolite. «Il numero di bottiglie appese corrisponde a quelle usate in un anno da una famiglia di quattro persone per uso alimentare, 730 stando ai dati di Arpa Veneto», continua Mutto, «la stessa quantità di acqua che consumiamo per 13,6 docce oppure per 8,4 bagni». Alla plastica come rifiuto fanno riferimento due grossi pesci collocati sulle barriere di sicurezza all’entrata dell’area fieristica del Prà del Piganzo: hanno la pancia trasparente piena di bottiglie e altra plastica. Lungo la via si fa anche, letteralmente, un tuffo nel passato, perché all’altezza dell’antica chiesetta della Madonna della Formiga lambita dalle acque del Piganzo, è riprodotta una scena che vede protagoniste le statue di quattro bambini, tre pronti a tuffarsi e uno già in acqua, realizzate con una struttura in ferro e polistirolo ricoperto di gesso; foto d’epoca spiegano che in un passato poco lontano si poteva fare il bagno nelle acque pulite di fiumi e fossati. Un allestimento artistico è stato realizzato da Mutto anche al centro del padiglione d’entrata della fiera, dove 22 grandi sculture in acciaio corten resistente alla corrosione riproducono figure legate al mondo dell’acqua e della risaia, che costruiscono in sequenza la storia del riso dalla sua coltivazione alla sua lavorazione, c’è anche il ballo delle cavalle, utilizzate per la trebbiatura, e non mancano i simboli dello stemma di Isola della Scala, come la scala e le tife. Le figure sono sistemate intorno alla mostra sul riso che del suo chicco ha la forma. •