Valle di Pruviniano,
il vino riscopre
le radici del territorio

(VERZER)
Camilla Madinelli03.02.2018

Cantina Valpolicella Negrar continua il lavoro di ricerca sul territorio valpolicellese e, nel festeggiare gli 85 anni di attività, ha mostrato con un evento condito di musica, arte, letteratura e sapori locali intrisi di sensibile femminilità tre nuovi cru prodotti nella vallata di Marano: l’Amarone, il Ripasso e il Valpolicella Superiore Pruviniano, l’antico nome proprio della vallata, abbelliti da un’etichetta tanto classica quanto elegante ideata da Manuela Fischetto.

Nella sua sede in via Ca’ Salgari la cantina cooperativa formata da 230 soci per oltre 700 ettari di vigneti ha presentato le bottiglie della Collezione Pruviniano, toponimo menzionato in documenti dell’VIII secolo e comprendente i bacini dei progni sia di Marano sia di Fumane. “Come altri toponimi legati alla presenza originaria di veterani e coloni romani, la val Provinianense deriva dal nome Provinius, Probinius-Probus” ha spiegato Gian Paolo Marchi, professore emerito di letteratura italiana dell’Università di Verona, ospite insieme all’artista californiana Penelope Moore della cena degustazione ideata dalla cuoca valpolicellese Ada Riolfi.

Moore ha fornito in diretta, ai commensali, un’interpretazione visiva delle sensazioni olfattive e gustative dell’Amarone, il presidente della Cantina Renzo Bighignoli, invece, ha dedicato la serata alle donne. L’enologo e direttore generale Daniele Accordini ha infine raccontato i vini e la viticoltura in Valpolicella, oltre alle scelte a basso impatto ambientale decise dalla cooperativa. Le etichette della Collezione Pruviniano sono stampate su carta certificata FSC (Forest Stewardship Council) UPM, per cui la fibra proviene da foreste gestite in maniera sostenibile, e ha aderito al servizio RafCycle, che recupera gli scarti dell’etichettatura; anche le capsule delle bottiglie sono totalmente riciclabili (brevetto Polynature), come è riciclata la carta degli imballaggi. 

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