Tecnologia di precisione nella terapia anti cancro

Il professore Filippo Alongi, direttore della Radioterapia Oncologica del Sacro Cuore FOTO AMATO
Il professore Filippo Alongi, direttore della Radioterapia Oncologica del Sacro Cuore FOTO AMATO
Camilla Madinelli 09.06.2018

Tecnologia di precisione e umanizzazione delle cure per prolungare la sopravvivenza del paziente con patologia oncologica avanzata e migliorarne di netto la qualità di vita anche mediante la diminuzione o scomparsa del dolore. Grazie a nuovo software in dotazione all’ospedale Sacro Cuore Don Calabria di Negrar, il «Novalis-Elements Spine Srs», applicato all’acceleratore lineare TrueBeam, si stanno facendo strada al centro oncologico nuove prospettive di cura per le metastasi tumorali che hanno intaccato la colonna vertebrale. Questo software, presentato in occasione della festa del Sacro Cuore di Gesù, permette un innovativo trattamento di radioterapia: individua con precisione millimetrica il segmento malato della vertebra e permette di concentrare un’alta dose di radiazioni proprio lì, senza dispersione alcuna e senza danneggiare il midollo spinale da cui dipende la mobilità degli arti. Come tutto questo è stato applicato al primo paziente in Europa e poi a una decina di pazienti selezionati, da aprile a oggi, lo ha spiegato il professor Filippo Alongi, direttore della Radioterapia Oncologica del Sacro Cuore e professore associato all’università di Brescia. Insieme a lui, alla cerimonia inaugurale riservata al «Novalis-Elements Spine Srs», c’erano il direttore sanitario dell’ospedale Fabrizio Nicolis, l’amministratore delegato Mario Piccinini e il presidente, fratel Gedovar Nazzari. Don Ivo Pasa, responsabile della Delegazione europea dell’Opera Don Calabria, ha benedetto macchinari e operatori, tanto per ricordare come siano entrambi fondamentali per garantire le migliori possibilità per la salute delle persone. «La tecnologia è importantissima, ma servono gli operatori che la fanno funzionare al meglio», sottolinea Piccinini, ringraziando tutti i collaboratori dell’ospedale perché «una recente ricerca Agenas ha assegnato alla nostra struttura sanitaria il primo posto in Veneto per umanizzazione delle cure». Del resto, ricorda fratel Nazzari, «don Calabria era un santo che guardava lontano e diceva “Il bene deve essere fatto bene”. Siamo orgogliosi di essere i primi in Europa a offrire questa opportunità terapeutica». LA RADIOTERAPIA oncologica del Sacro Cuore Don Calabria, anche sede della Scuola di specializzazione di Radioterapia dell’università di Brescia, è stata scelta insieme all’ospedale calabriano come centro per adottare questo nuovo sistema di cura per l’alto grado di competenze. I risultati dei primi trattamenti sono attesi a settembre a Monaco di Baviera, in Germania, alla Conferenza europea di radiochirurgia. «Sappiamo che ogni anno ci sono circa 35mila nuovi casi di tumore, in Italia», spiega il professor Alongi, 41 anni, il primario più giovane a Negrar. «Di questi 35mila, il 40 per cento potrà sviluppare metastasi a carico dello scheletro e, tra questi, sette su 10 avranno una localizzazione a livello vertebrale. Finora in questi ultimi casi la radioterapia è stata palliativo sintomatica, si è occupata cioè a lenire il sintomo. Ora, invece, possiamo adoperare dosi di quattro o cinque volte superiori rispetto alla radioterapia tradizionale, evitando danni al midollo spinale, e puntare a deradicare localmente la malattia prolungando la vita del paziente». Questo innovativo sistema di cura, conclude il primario, è riservato a chi è affetto al massimo da cinque metastasi derivanti da un tumore primitivo già curato chirurgicamente o con farmaci ed è in buone condizioni generali. Il primo paziente trattato a Negrar, che ha fatto segnare il primato europeo all’ospedale, è un uomo con tumore alla prostata già trattato con la chirurgia e con terapia ormonale in corso, con una sola metastasi a livello lombare.