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In pochi alla protesta
contro i richiedenti asilo

Il gruppo dei manifestanti a Pescantina  FOTO PECORALe forze dell’ordine controllano la manifestazione
Il gruppo dei manifestanti a Pescantina FOTO PECORALe forze dell’ordine controllano la manifestazione (BATCH)
Emanuele Zanini09.09.2017

Rimane alta l’attenzione a Pescantina sul tema dell’accoglienza a Villa Vezza di 23 profughi, sei famiglie provenienti da Nigeria, Camerun e Ghana con 11 bambini.

Giovedì sera Verona ai Veronesi ha organizzato un presidio sotto al municipio per protestare in particolare sull’utilizzo dell’edificio a fianco della confluenza fra via Are e Prese.

Il gruppo di manifestanti riunitosi sotto al Comune era formato da poco meno di un centinaio di persone, tra cui soprattutto giovani aderenti o simpatizzanti del movimento di estrema destra, provenienti da altri paesi della provincia. Pochi in realtà i pescantinesi presenti. Muniti di bandiere gialloblù e tricolori e di fiaccole, i manifestanti, al grido «Verona ai veronesi, Italia agli italiani», hanno occupato la rotonda davanti al Comune che per l’occasione è stata chiusa al traffico dalle forze dell’ordine, giunte sul posto con una folta schiera di carabinieri e polizia.

Durante il sit-in è arrivato un cameraman di La7 che ha registrato riprese video che andranno in onda giovedì prossimo nella prima puntata della nuova stagione di Piazza Pulita, programma condotto da Corrado Formigli che si occuperà di immigrazione e profughi, parlando anche di Pescantina.

Giovedì sera Alessandro Rancani, portavoce dell’associazione Verona ai veronesi, e altri rappresentanti del movimento, oltre a mettere in chiaro che «una società multiculturale non può esistere» e che «l’immigrazione non funziona», si sono scagliati contro il sindaco di Pescantina Luigi Cadura, reo di «aver a cuore tutti tranne i propri concittadini», con riferimento alla visita del primo cittadino ai profughi ospitati da fine agosto nella villa. Rancani ha sostenuto che l’eventuale adesione del Comune di Pescantina allo Sprar, sistema di protezione per richiedenti asilo e rifugiati organizzato dal Governo, «avrà un costo di 10mila euro e toglierà fondi alle famiglie pescantinesi più bisognose, in particolare in ambito scolastico». Rancani è tornato a chiedere un presidio permanente vicino alla villa «per vigilare sulla sicurezza», anche se finora non ci sono stati disordini. Nel mirino dei manifestanti anche la cooperativa Olinda che gestisce l’accoglienza dei richiedenti asilo a villa Vezza.

A queste dichiarazioni il sindaco Cadura ha replicato duramente smentendo la spesa di 10mila euro per la gestione dei migranti con l’adesione allo Sprar. «Non è vero», ha rimarcato. «Anche con l’adesione allo Sprar, che sarà oggetto di delibera, non ci sarà alcun aggravio di spese per i cittadini», sottolinea il sindaco che, riferendosi al caso di villa Vezza, precisa: «L’accoglienza dei richiedenti asilo è stata su iniziativa della Prefettura. Il Comune ora sta cercando di gestire al meglio la situazione». Il sindaco respinge anche le altre accuse: «Le famiglie pescantinesi in difficoltà non saranno penalizzate. Gli assistenti sociali comunali tra l’altro non hanno alcuna domanda inevasa. Tutte le necessità sono coperte. E comunque i due argomenti – Sprar e assistenza sociale - viaggiano su binari separati». Sul presidio fisso richiesto da Verona ai Veronesi Cadura conferma di aver respinto la richiesta per problemi di viabilità e perché «comporterebbe l’occupazione di parcheggi indispensabili per le attività commerciali limitrofe».

Il sindaco precisa: «Finora le persone accolte a villa Vezza non hanno creato alcun tipo di problema. Ai residenti della zona ho lasciato il mio cellulare ma non abbiamo ricevuto alcuna segnalazione di disagio. Il dialogo è aperto». «Ma finora», conclude, «gli unici a creare qualche problema sono coloro i quali organizzano queste manifestazioni».

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