Operatore scolastico
molesta la collega
e lei lo denuncia

Un'operatrice scolastica al lavoro
Un'operatrice scolastica al lavoro
07.06.2018

L’anno scolastico era iniziato da poco e il 27 settembre di due anni fa uno degli operatori scolastici di una scuola elementare della Valpolicella si avvicinò ad una collega e non si trattenne dal farle profferte di dubbio gusto. Fece anche altro, la colse di sorpresa, si appoggiò alla donna e la invitò a «testare» il suo livello di eccitazione. Continuò a strusciarsi e nell’orecchio le disse che se non ci fossero stati i ragazzini avrebbe consumato un rapporto sessuale.

Solo che la collega non era decisamente d’accordo su nulla, riuscì a divincolarsi e poi lo denunciò. Violenza sessuale l’accusa con la quale la Procura chiese il rinvio a giudizio per G.G. classe 1957 e con questa accusa ieri il processo era fissato davanti al gup Giuliana Franciosi che al termine dell’udienza ha riqualificato l’episodio nell’ipotesi prevista dall’articolo 660 del codice penale, ovvero «molestie», che punisce chi «per petulanza o altro biasimevole motivo reca a qualcuno molestia o disturbo».

La pena prevede fino a sei mesi di arresto o un’ammenda fino a 516 euro. Il bidello (difesa Pietro De Pascalis) è stato condannato a 200 euro di ammenda ma dovrà versare 2.000 euro a titolo di risarcimento alla collega (parte civile con l’avvocato Susanna Guerrini). Dovrà anche le spese di costituzione quantificate in 1.500 euro