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La materna rimessa a nuovo
a prova di scosse e per disabili

La scuola materna di Negrar completamente rifatta FOTOPECORA
La scuola materna di Negrar completamente rifatta FOTOPECORA (BATCH)
Camilla Madinelli 13.09.2017

Sono terminati a inizio settembre i lavori di ristrutturazione della scuola dell’infanzia di Montecchio.

Un capitolo lungo almeno 10 anni, nella storia della sistemazione degli edifici scolastici del territorio comunale, preso in mano nel 2007 dall’amministrazione Mion e dal 2014 ripreso da quella di Dal Negro. Ora a chiuderlo ci ha pensato l’amministrazione Grison.

Il cantiere è stato seguito dal settore lavori pubblici del Comune con la supervisione del geometra Simone Zampini. La ditta che ha eseguito la ristrutturazione è la Imenco di Tradate (Varese). Il progetto, dello studio d’ingegneria Project di Rovigo, è costato 270mila euro.

Due corpi edilizi disomogenei sono stati armonizzati tra loro per conferire all’edificio un aspetto unitario, ma anche per garantire l’uso collettivo dell’immobile comunale. Sono state abbattute le barriere architettoniche per garantire la piena accessibilità a tutti i locali alle persone disabili. È stata migliorata la tenuta sismica e l’efficienza energetica, eliminata la recinzione esterna lungo via Don Tacchella e spostato l’ingresso principale della scuola in modo da permettere l’accesso in tutta sicurezza al pulmino del trasporto scolastico.

Da quest’anno scolastico 2017-18 appena iniziato, dunque, la scuola dell’infanzia di Montecchio soprattutto può contare su spazi ulteriori e più ampi in cui far giocare o riposare i bambini: ora ci sono una sala dormitorio o uso recite, di oltre 70 metri quadrati, e un’altra aula. «Fino allo scorso anno gli spazi a disposizione di maestre e bambini erano un po’ sacrificati, ora che finalmente abbiamo concluso una pratica decennale la situazione è decisamente cambiata» spiega l’assessore ai lavori pubblici, Bruno Quintarelli.

L’amministrazione Grison spera che una scuola più bella e funzionale sia più appetibile per le famiglie. Insomma, si aspetta che ci sia un riscontro positivo anche sul numero d’iscrizioni all’asilo, frequentato al momento da una trentina di bambini. Tra i genitori dei piccoli alunni in effetti, a Montecchio ma anche in altre frazioni e località negraresi, c’era parecchia attesa per il completamento della scuola. «La inaugureremo entro la fine dell’anno» continua l’assessore.

CENTRO CIVICO. Nell’edificio al primo piano, è stato ricavato un centro civico con un paio di sale a disposizione della comunità di Montecchio, servite da un accesso indipendente perché non ci sia promiscuità. Una sala esposta a nord, con circa 70 posti a sedere, potrà servire per riunioni o manifestazioni, dato che è dotata anche di un locale dispensa. Un’altra sala a sud, invece, è stata pensata per molteplici usi, tra cui quello espositivo.

«Con questi lavori di ristrutturazione, dato anche l’investimento economico di risorse pubbliche, volevamo raggiungere un duplice obiettivo» sottolinea Quintarelli. «Da un lato rinnovare gli interni scolastici come da esigenze didattico educative, dall’altro offrire alla frazione spazi per incontri e servizi utili alla collettività».

Tutto questo rientra in un piano preciso dell’attuale amministrazione: evitare lo spopolamento delle frazioni, anzi servirle maggiormente con spazi comunitari nelle strutture dedicate all’apprendimento dei bambini e mettere in sicurezza le scuole.

«LO SCORSO ANNO abbiamo realizzato la verifica sismica di tutti gli edifici, escludendo la scuola primaria del capoluogo, già a norma, e le medie che saranno completamente ricostruite» spiega il sindaco, Roberto Grison. «Così abbiamo programmato gli interventi di Montecchio, alla scuola dell’infanzia di Prun e alle scuole primarie di Arbizzano, Fane e San Peretto. Abbiamo attivato inoltre un contratto di sei anni per la manutenzione ordinaria e straordinaria degli impianti di tutte le scuole e la fornitura energetica». L’obiettivo?

«Una riduzione progressiva dei consumi e delle emissioni inquinanti» risponde Grison «e una maggiore garanzia del comfort per alunni e personale delle scuole».

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