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Boldo, la pasionaria delle cave
Una targa la ricorderà a Prun

Angiolina Boldo, accanto a due volontarie della Magnalonga di Prun all’edizione del 2014
Angiolina Boldo, accanto a due volontarie della Magnalonga di Prun all’edizione del 2014 (BATCH)
Camilla Madinelli09.09.2017

Ricordi tra cielo e terra è il titolo dell’evento di oggi in memoria di Angiolina Boldo dall’associazione La Malga di Prun. Impegnata nel suo e per il suo paese-a favore in particolare delle cave in galleria, delle tradizioni e delle risorse naturalistico ambientali-nel mondo delle associazioni e a lungo in politica, la sua grande passione, Angiolina Boldo era una pasionaria. Una che non mollava mai la presa. A due anni dalla scomparsa, nel maggio 2015, il gruppo della Malga che lei costituì insieme a una decina di fondatori oltre 30 anni fa, le sorelle Maria Gilda e Carmen Boldo e un folto gruppo di amici hanno deciso di dedicarle una targa all’ingresso di una di quelle cave che lei amava tanto nell’ambito di un’iniziativa speciale a Prun per ricordarla.

Il ritrovo è alle 15.30 in località Piazzo, da dove si partirà per un’escursione guidata lungo l’antico sentiero dei cavatori. Alle cave, private e messe a disposizione per l’occasione dalla famiglia Modena, si arriverà verso le 16.30. Qui si terrà una breve cerimonia che si concluderà con la posa della targa, donata dallo scalpellino Sergio Sartori. La figura di Angiolina sarà tratteggiata da Giorgio Mignolli. Impegnato a livello associazionistico, consigliere comunale dell’amministrazione Grison, Mignolli rievocherà carattere e iniziative della Boldo: «Era una amministratrice e politica mossa da una passione viscerale e una donna che aveva coraggio da vendere».

Al pomeriggio, a partecipazione libera, sono stati invitati amministratori comunali di oggi e di ieri, ex colleghi di lavoro, amici, compaesani. Ci sarà anche una coda serale. Alle 20.30, davanti alla canonica di Prun, la compagnia Instabile di Vaggimal presenterà a ingresso gratuito En mancansa de cavai... trota quei altri. Lo spettacolo sarà introdotto dalla maestra Giovanna Bertani, che tratteggerà pure lei un breve ritratto della Boldo.

«L’impegno di Angiolina era rivolto alla valorizzazione del nostro territorio e a quello che può offrire in chiave turistica», spiegano le sorelle Maria Gilda e Carmen. «Fin da ragazzina si era sempre interessata ai problemi sociali, poi con la Malga ha promosso tante iniziative, dalla nascita di una piccola biblioteca per ragazzi alle gite culturali o ai laboratori creativi».

Oltre misura amava le cave in galleria, Angiolina. La loro spettacolarità tutta da valorizzare ma soprattutto quello che testimoniano: il lavoro dei cavatori di un tempo, la memoria delle fatiche della gente del luogo, la civiltà della pietra di Prun. Quella pietra di cui sono fatte le case, le fontane, le malghe...

«Lei credeva molto nella potenzialità delle cave per dare uno sviluppo al paese, e molte iniziative ideate da lei, sostenute dall’associazione e in collaborazione con il Comune, erano rivolte a mantenere vivo l’interesse riguardo questo argomento», continuano le sorelle. Su questa scia, infatti, Boldo ha promosso convegni, mostre, seminari, persino due maschere carnevalesche. Da ultimo, nel 2003, ha contribuito a creare la Magnalonga di Prun, passeggiata guidata per assaporare piatti tipici e immergersi nell’architettura di pietra della Lessinia. I ricordi da rievocare sabato, insomma, sono tanti. Tra cielo e terra.

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