La luna di miele a Montecarlo: lui ai box, lei al bar

Flavio Bellotti ed Eleonora Cunego: hanno festeggiato le nozze d’oro
Flavio Bellotti ed Eleonora Cunego: hanno festeggiato le nozze d’oro
Serena Marchi 01.06.2018

Quell’anno il Gran premio di Montecarlo lo vinse Graham Hill. Se lo ricorda bene Flavio Bellotti. E se lo ricorda bene - ma per un altro motivo - anche sua moglie, Eleonora Cunego. Era il 1968. L’anno dei figli dei fiori, delle contestazioni giovanili e delle rivolte studentesche. Flavio aveva 25 anni, Eleonora 22. Tappezziere lui, sarta lei. «Ci siamo conosciuti grazie a una foratura della mia bicicletta», sorride oggi la signora Cunego, classe 1946 che, lo scorso 22 maggio, ha festeggiato cinquant’anni di matrimonio, le nozze d’oro, con il marito Bellotti. «Io non ero nemmeno maggiorenne, abitavo a Quinzano. Lavoravo in un atelier di alta moda di corso Portoni Borsari e andavo al lavoro in bicicletta. Un giorno, all’ altezza di Ca’ di Cozzi, ho bucato la ruota della mia bici. E, dal nulla, è spuntato lui». Il signor Flavio, dalla poltrona della sua casa di Pescantina, ghigna: «Aspettavo quella ragazza in bicicletta ogni dì, semplicemente per vederla. Era bella, mi piaceva, ma non sapevo come approcciarla. Poi quel giorno bucò e avevo finalmente l’occasione giusta per conoscerla». Lui le aggiusta la bici, lei non sa come ringraziarlo. «In cambio le chiesi di andare a mangiare il gelato assieme, una delle sere successive. E dopo più di mezzo secolo eccoci qui». Flavio ed Eleonora si sposano qualche anno più tardi, il 22 maggio del 1968. «Io venivo da una famiglia assai modesta», racconta Eleonora, «mentre lui stava decisamente meglio. Aveva addirittura il frigorifero in casa, cosa per me inimmaginabile. E poi aveva una passione sfegatata per le biciclette ma soprattutto per i motori, chiodo fisso che in cinquant’anni non ha affatto perso». Flavio ed Eleonora, per il loro viaggio di nozze, decidono di andare a Montecarlo. Più Flavio, che Eleonora. «I parenti volevano pagarci il biglietto del treno», racconta Bellotti, «ma io non ho accettato. Non vedevo l’ora di partire con la mia Cinquecento elaborata da Verona e guidare fino a Monaco». Il 23 maggio del 1968 i neo sposi partono da Quinzano a bordo della Fiat. «Ci siamo fermati a Sanremo a vedere una tappa del Giro d’Italia», spiega Eleonora, «dove abbiamo visto Eddy Merckx e Felice Gimondi. Poi abbiamo visitato Genova e poi siamo arrivati a Montecarlo. Alloggiavamo a Ventimiglia perché i prezzi nel Principato erano decisamente proibitivi». L’ultimo fine settimana di maggio, a Monaco, si corre il Gran premio di Formula Uno. E Flavio lo sa molto bene. «Sabato mattina siamo andati in città», racconta il tappezziere di Pescantina, classe 1943, «e io non vedevo l’ora di raggiungere la zona dei box. Così ho lasciato Eleonora in un bar e le ho detto: “Aspettami qui, vado a vedere quanto ci costa entrare a vedere le prove”. Sono uscito dal locale e mi sono avviato verso il circuito. Dopo un po’ mi sono fermato a chiedere a un ragazzo dell’organizzazione che cosa dovevevamo fare per entrare e vedere le prove. Quando gli ho spiegato che ero in luna di miele con mia moglie e gli ho fatto vedere il certificato di nozze che avevo portato con me, mi ha aperto le transenne e mi ha fatto entrare. In quegli anni i neo sposi entravano gratis e avevano accesso ai paddock dove c’erano vetture e piloti. Io non ci credevo, mi sembrava di vivere un sogno. Ho camminato un po’ all’interno dei box e ho trovato Jack Brabham che mangiava una mela. Mi sorrise e me ne diede una fetta. Ero estasiato come un bambino in un parco dei divertimenti. Ho visto Jackie Stewart, Emerson Fittipaldi. Sono rimasto cinque ore a vagare come se fossi stato nel paese dei balocchi. Mi ero completamente dimenticato di essermi appena sposato, che ero in viaggio di nozze e che mia moglie mi attendeva al bar...». Sorride oggi la signora Cunego: «Io sono rimasta tutto il pomeriggio seduta al tavolino ad aspettarlo. Avevo sonno, mi appisolavo. Nell’attesa credo di aver ordinato solo un bicchiere d’acqua perché costava tutto una follia». «Quando sono tornato da lei era furibonda», spiega Flavio, «e mi accolse con “Se hai intenzione di iniziare così è meglio che ci lasciamo subito!” ma sono riuscito a farmi perdonare. Il giorno dopo, la domenica del Gran Premio, ci siamo fatti preparare i cestini dall’hotel di Ventimiglia e siamo andati assieme a vedere, da lontano, le Formula Uno che gareggiavano. Vinse Graham Hill su Lotus- Ford». «Io rimasi incantata nel vedere il palchetto d’onore dei reali, tutto decorato con velluto rosso», conclude Eleonora, «pronto per accogliere la principessa Grace Kelly e Ranieri III di Monaco. Peccato però non averli visti dal vivo». •