La linea ferroviaria non ostacola la condotta

Giancarla Gallo 29.05.2018

Sono terminati i lavori di Acque Veronesi in alcune località del territorio comunale di San Pietro in Cariano, finalizzati alla realizzazione di condotte di fognatura nera, in zone fino ad oggi sprovviste di rete pubblica. L’intervento, del costo complessivo di 350mila euro, ha riguardato il prolungamento della attuale rete di fognatura in via Chiesa, in via Pascoli nella frazione di Bure e in via Monga. Le abitazioni site in queste strade, non essendo collegate alla rete fognaria, hanno sempre provveduto in passato autonomamente allo smaltimento dei reflui civili attraverso l’utilizzo di vasche Imhoff (sono dispositivi utilizzati per il trattamento dei liquami nei piccoli o medi impianti di depurazione) o pozzi privati. L’intervento più importante è stato quello realizzato in via Monga, dove è stata costruita ex novo una tratta di condotta di 750 metri, operazione questa non facile per la presenza della linea ferroviaria. Per quanto concerne via Pascoli, Acque Veronesi ha provveduto a prolungare la rete esistente, attraversando la strada Provinciale 4 e proseguendo verso ovest in direzione del comune di Sant’Ambrogio di Valpolicella, fino in prossimità del Progno. La presenza del corso d’acqua e l’impossibilità di collegare a gravità la porzione di territorio più ad ovest ha imposto la necessità di sviluppare un nuovo tratto di rete di lunghezza pari a 250 metri, che si estende quasi completamente nel territorio comunale di Sant’Ambrogio di Valpolicella e che collegherà alla pubblica fognatura le abitazioni presenti sul confine comunale di San Pietro in Cariano. In via Chiesa, infine, sono state estese le condotte fognarie fino al cimitero comunale, per una lunghezza complessiva di 140 metri. «Si tratta di una serie di interventi tecnicamente ed economicamente impegnativi», spiega una nota di Acque Veronesi. «I lavori, che erano partiti nello scorso mese di agosto, hanno avuto un costo complessivo di circa 350 mila euro. Da oggi anche residenti in frazioni lontane da centri abitati o al confine con altri comuni, le cui abitazioni per motivi geografici sono più difficili da raggiungere a livello infrastrutturale, avranno la possibilità di accedere al servizio pubblico, con tutti i benefici e i vantaggi che ciò comporterà». I vantaggi andranno quindi a beneficio sia dei nuovi utenti, 230, sia della collettività. Le nuove strutture consentiranno infatti un maggiore rispetto ed equilibrio ambientale, grazie ad una migliore gestione del deflusso dei reflui, che non saranno più dispersi nel sottosuolo. •