L’estorsione di un nigeriano «Datemi i soldi o vi uccido»

Carabinieri all’ingresso di Negrar
Carabinieri all’ingresso di Negrar
01.07.2018

È finito in manette M.T.N., venditore ambulante di nazionalità nigeriana di 45 anni, regolare sul territorio italiano, che vive a Negrar: i carabinieri l’hanno colto in flagranza del reato di estorsione dopo che negli uffici della Stazione dell’Arma si erano presentano due giovani fidanzati. La ragazza, molto agitata, aveva raccontato che poco prima, sul pianerottolo della propria abitazione, era stata vittima di una grave minaccia di morte da parte di un nigeriano che risiede nell’appartamento a fianco del loro. Anche il fidanzato aveva riferito di essere stato vittima, nei giorni precedenti, di gravi minacce di morte da parte dello stesso soggetto che «pretendeva», apparentemente senza alcun motivo, il pagamento di 1.200 euro in contanti. In caso contrario li avrebbe uccisi entrambi. La coppia ha raccontato di essere molto intimorita dall’ atteggiamento dell’africano e che l’ambulante, più volte, si era rivolto loro «vantandosi» della conoscenza di persone pericolose. Così avevano deciso comunque di consegnare all’uomo la somma di 1.000 euro a patto di essere lasciati in pace. I carabinieri di Negrar hanno deciso allora di organizzare un mirato servizio di osservazione che ha consentito di notare, nei pressi di un parcheggio in via Guido Ghedini, il ragazzo minacciato arrivare su uno scooter. Il giovane, dopo aver avvicinato il nigeriano che si trovava nel parcheggio dove svolgeva regolarmente la sua professione di ambulante, gli ha consegnato una busta che l’uomo ha aperto contandone il contenuto. Non contento da quanto ricevuto, il nigeriano si è lamentato con il giovane del fatto che mancassero 200 euro. Lui, per evitare ulteriori minacce, gli ha detto che glieli avrebbe consegnati successivamente. È stato in quel momento che i carabinieri sono intervenuti bloccando l’ambulante e trovandogli i 1.000 euro, suddivisi in banconote di vario tagli, poco prima ricevuti e che i militari avevano preventivamente fotocopiato. il giudice Alessia Silvi ha convalidato l’arresto applicando la pena di un anno e quattro mesi di reclusione e 200 euro di multa, pena sospesa. •