Due anni per una visita in oculistica a Negrar

Liste d’attesa di due anni per chi vuole essere visitato all’oculistica del Sacro Cuore di Negrar
Liste d’attesa di due anni per chi vuole essere visitato all’oculistica del Sacro Cuore di Negrar
Alessandra Vaccari 08.09.2018

Lui soffre di maculopatia all’occhio destro e il 24 settembre, aveva programmato una visita di controllo al Sacro Cuore di Negrar. In realtà, la visita era stata chiesta due anni fa. Ma era stata fissata soltanto per il 24 settembre 2018. Lui se n’era fatto una ragione e aveva atteso. Renzo è un ex infermiere e passa le sue giornate a fare volontariato. Ora la sua parrocchia, organizza una gita in Russia, e lui, che le vacanze le passa ad assistere gli anziani, si è detto che era un peccato non partecipare a quella gita assieme alla moglie. «Così ho telefonato per avere un nuovo appuntamento, spiegando che avevo questa gita da fare in Russia e mi sarebbe spiaciuto perderla. E ho chiesto la possibilità di cambiare data. Ma mi è stato risposto che avrei dovuto ripresentarmi il 5 maggio 2021», dice l’anziano sconcertato. «Dobbiamo tener presente che un’impegnativa vale 300 giorni, quindi la mia era già scaduta, avrei dovuto perdere altro tempo per andare dal medico di base per farmi rifare un’altra prescrizione. Mi sembra davvero che questi tempi d’attesa siano eccessivi», dice Renzo. A buon senso verrebbe da dire che sarebbe bastato anticipare di una settimana un altro utente (previa telefonata e consenso) e invertire i due pazienti. Ma così facile pare non essere. «Potrei andare a pagamento, nel qual caso, con 120 euro di visita trovavo posto già il giorno dopo», dice con amarezza. Eppure se la Asl non assicura la prestazione nella struttura pubblica o convenzionata nei tempi previsti, si può chiederla intramoenia pagando solo il ticket (legge numero 124/98). Per avviare la procedura serve presentare la richiesta scaricando il facsimile su cittadinanzattiva.it . Se non si accetta il primo appuntamento proposto dal Cup decade il diritto al tempo massimo garantito. Ma dal Sacro cuore fanno sapere che la delibera della giunta regionale del Veneto 320/2013 (poi aggiornata dalla Legge regionale 20/2016 e successive) prevede: l’obbligo di rispettare le priorità indicate in impegnativa - B (breve), D (differibile), P (programmabile) - solo per le prime visite o prime prestazioni, non per le visite di controllo riguardo alle quali il medico di medicina generale può indicare i tempi “consigliabili”. Inoltre questa normativa non deve essere rispettata da ogni singolo ospedale autonomamente dagli altri, ma è applicata sulla rete degli ospedali della provincia. Pertanto il paziente per ottenere i tempi previsti o consigliati sulla ricetta può telefonare al CUP della sua Azienda Ulss che prenoterà la visita o la prestazione nella prima struttura disponibile sul territorio. «È infatti impensabile che un solo ospedale possa rispondere a tutte le richieste in tempi accettabili», dicono dal Sacro cuore. Alla tua domanda: allora non viene rispettata la legge? La Legge 124/98 è una legge nazionale precedente alle numerose delibere regionali che regolano specificatamente i tempi di attesa (come la Dgr 320/2013 citata sopra) e in nessuna di queste delibere è stato ripreso il comma 10, art. 3, della 124/98 che infatti si imponeva solo «fino all’entrata in vigore delle discipline regionali». Così, il signor Renzo dovrà fare di necessità virtù. •