Razzia in parrocchia
di soldi, gelati e dolci
19enne condannato

I ragazzi erano stati sentiti dai carabinieri
I ragazzi erano stati sentiti dai carabinieri
F.M.07.06.2018

Entrarono in quattro nel centro parrocchiale, ruppero la finestra, rubarono caramelle e il fondo cassa del circolo, mangiarono i gelati e danneggiarono la porta.

Ad indicare in Graciel «la mente» del raid in chiesa furono i tre ragazzini che erano con lui quella sera. All’epoca del furto aveva 19 anni e ieri il giovane albanese classe 1994 è stato condannato a sei mesi (pena sospesa) e 150 euro.

Fu una telefonata dopo la mezzanotte del 20 maggio 2013 a svegliare don Alessandro, il parroco di Domegliara. Lo avvisarono che fuori dalla chiesa c’era un gruppo di persone che stava armeggiando con un tavolino. Lui e don Luciano si recarono in chiesa e videro quattro persone che scappavano nel giardino di una casa vicina. Poco dopo un giovane uscì e tornò verso la chiesa dove venne riconosciuto dal parroco.

Ammise di aver rubato le caramelle, che aveva in tasca, e poche monetine dal centro parrocchiale. Poco dopo, come ricostruisce il giudice Guidorizzi nella motivazione, spuntarono altri due ragazzi, dissero che Graciel aveva sfondato la finestra con una sbarra di ferro e poi divelto la saracinesca. Mentre i complici la tenevano sollevata lui era entrato e dalla cassa aveva preso i 100 euro mentre gli altri si erano «concentrati» sulle caramelle e sui gelati. Sempre Graciel, dissero i tre giovani sentiti dai carabinieri, aveva preso l’iniziativa e sfondato il vetro dello spogliatoio delle opere parrocchiali. Furto aggravato e danneggiamento le accuse. Il conto con la giustizia si è chiuso.