Alda Antolini, l’angelo di 700mila ex internati

Alda Fasoli Antolini alla festa per i suoi 90 anni
Alda Fasoli Antolini alla festa per i suoi 90 anni
L.C. 30.05.2018

Si svolgeranno oggi alle 17, a Pescantina nel duomo San Lorenzo, i funerali di Alda Fasoli Antolini, morta a 97 anni, medaglia d’oro del Comune. Una vita lunga, la sua, spesa in molte direzioni con l’unico filo conduttore della promozione del paese. Prima donna laureata di Pescantina, già nel periodo universitario aveva cominciato il suo impegno nell’Azione Cattolica e nella San Vincenzo, che aveva contribuito a fondare. Alla fine della seconda guerra mondiale, quando dall’ aprile del 1945 cominciarono ad affluire a Pescantina i reduci dai campi di concentramento nazisti (molti erano larve umane: denutriti, malati, sfibrati), rispose all’appello del dottor Antonio Zenati, comandante del Cnl di Pescantina, e, per assistere gli ex internati, su consiglio del parroco don Luigi Castagna, si rivolse alle ragazze dell’Azione Cattolica che divennero le protagoniste di quella epopea popolare. Il paese accolse circa 700mila ex internati e nel 2007, anche in base alle testimonianze di Alda, delle volontarie e di tanti testimoni, a Pescantina fu consegnata la medaglia d’oro al merito civile dall’allore presidente della Repubblica Giorgio Napolitano il 25 aprile del 2007, a Roma, sull’Altare della Patria. Alda guidò in quell’occasione la pattuglia delle volontarie di Pescantina. Eletta in Consiglio comunale, unica ragazza fra 19 uomini, fu assessore nella amministrazione del sindaco Fabio Dell’Anna che resse il paese fino al 1970. Nel 1953 diede il via, con l’appoggio istituzionale del professor Angelo Vezza, allora preside del liceo Cotta di Legnago, e primo sindaco della Liberazione, alle scuole medie a Pescantina, prima scuola comunale e poi riconosciuta e statalizzata nel 1959, dove insegnò lettere. Nel 2010, il Comune riconobbe i meriti civili, culturali e sociali di Alda con il conferimento della medaglia d’oro. Attorniata dai suoi ex allievi e da tanti esponenti del mondo politico e culturale di Pescantina, la professoressa Alda aveva sottolineato il ruolo e l’importanza delle donne nella vita civile del paese, esortando tutte a proseguire il cammino del riconoscimento di una effettiva pari dignità. «Ho fatto tante cose», aveva detto Alda Antolini nel suo saluto, «perché ho accettato la sfida di quei tempi. Le donne sono state un elemento fondamentale di quella Italia e devono continuare ad esserlo». •