Menzione speciale
per il giubbino
coperto di "condom"

La creazione «Happy condom»
La creazione «Happy condom»
Elisa Pasetto 28.07.2018

L’ispirazione è arrivata dal primo capitolo de «Il piccolo principe». Le materie prime dall’arredamento (tessuti di tende, tovaglie, coperture di divani), ma anche dall’oggettistica per la casa. Un’abbinata che ha convinto la giuria dell’International Lab of Mittelmoda che alla finalissima, seduta stante, ha messo in campo per Benedetta Tenan, entrata tra i 23 finalisti su 400 lavori pervenuti, una menzione speciale. La ragazza è di Verona, ha 22 anni, una passione per i bozzetti che viene da lontano («Ho sempre voluto fare questo mestiere ma mio padre ha voluto che prima mi diplomassi al Maffei», racconta) e, il prossimo settembre, anche una laurea all’istituto Carlo Secoli, prestigiosa scuola di moda milanese.

 

Il 20 luglio era, con sei dei capi realizzati personalmente (dall’ideazione alla confezione) per la sua tesi di laurea, sulla passerella allestita nei Benetton Studios, alle porte di Treviso, davanti alla giuria presieduta dal presidente di Interantional Lab of Mittelmoda Matteo Marzotto, a giocarsi «The Fashion Award» alla finale del concorso internazionale per giovani stilisti, giunto alla venticinquesima edizione. «Agli adulti bisogna sempre spiegare tutto», questa la frase di Antoine de Saint-Exupéry che l’ha colpita, tanto da diventare il fil rouge della sua collezione. La giovane designer, invece, ha indossato gli «occhiali» di un bambino e proposto in passerella reggiseni fatti con le tazzine del caffè, frange fatte con le forchette, collane di macchinine e un giubbotto ricoperto di preservativi. E proprio questa concretezza e il modo con cui Benedetta l’ha esposta è piaciuta ai giurati. «Il mio invito agli spettatori è di provare a vedere questi abiti, appunto, con occhi diversi, andando oltre il riconoscere gli oggetti di cui sono composti. Come in «Happy condom»: i bimbi, nel vedere il giubbino con i preservativi colorati, non si imbarazzerebbero, non lo percepirebbero affatto come un tabù. E noi dovremmo fare come loro». Un’idea vincente, dunque, forte della quale ora Benedetta affronterà più serena l’appuntamento con la commissione di laurea, a settembre. E poi? «In futuro sogno una linea tutta mia, ma per cominciare vorrei fare esperienza in una grande azienda, magari sotto l’ala di Dolce&Gabbana, Gucci e Versace». •