Lupi in giardino Uccisi tre montoni vicino alla strada

La casa nel cui giardino si sono introdotti i lupi:  a pochi metri dalla fermata dell’autobus
La casa nel cui giardino si sono introdotti i lupi: a pochi metri dalla fermata dell’autobus
Vittorio Zambaldo 31.05.2018

Sono sempre più audaci i lupi, probabilmente un paio, perché si sono spinti anche nel giardino recintato di una casa all’inizio del paese di Selva di Progno, dove erano custoditi quattro montoni di cinque mesi di razza Brogna, di proprietà del pastore Vittorio Nordera. Tre sono rimasti vittime dell’attacco, un quarto si è miracolosamente salvato probabilmente perché i predatori sono stati disturbati nella loro azione, che dai primi rilievi deve essere avvenuta verso le sei del mattino, quando già era incominciato il movimento di lavoratori e studenti verso le loro destinazioni. Il luogo è poco prima del ponte sul Progno, all’ingresso del paese e a una ventina di metri dalla fermata del bus di linea che trasporta pendolari e studenti in città e verso i paesi di fondovalle. «Sono passato davanti al giardino che erano le 6.40», racconta Vittorio Nordera, proprietario del gregge, e ho notato un capo isolato vicino alla rete. Ho cercato gli altri con lo sguardo e mi sono reso conto che erano distesi a poca distanza nell’erba. Ho immaginato subito che questa volta era toccato a me». Cinque giorni prima, infatti, sempre a Selva di Progno, c’era stata un’altra predazione dei lupi, sempre a danno di pecore e con due animali uccisi. Il giardino è un ampio spazio piantumato a ciliegi: confina su due lati con le abitazioni, su uno con la provinciale e su un altro con il bosco che sale ripido, poco dopo una radura. Sono ben tre i recinti che i predatori hanno dovuto superare prima di avventarsi sui montoni, recinti che il proprietario della casa aveva costruito per tenere lontani i caprioli che uscivano dal bosco per pascolare sull’erba che lui avrebbe voluto invece far crescere per farne fieno. Recinti, dunque, non adeguati a frenare la forza e l’istinto predatorio di un lupo. Dalle tracce trovate (impronte, resti di pelo ed escrementi), si è capito che i predatori si sono introdotti nel giardino strisciando fra il terreno e la rete. Il proprietario che ha ceduto il giardino a Nordera per mantenerlo rasato (non è più interessato allo sfalcio del fieno) era assente dal giorno prima e i vicini non si sono accorti di nulla, salvo per l’abbaiare dei cani delle case intorno, un segnale che non è stato preso in considerazione data la frequente presenza di selvatici che escono dal bosco. «Ho un gregge di una cinquantina di capi in un bosco vicino a Sant’Andrea, recintato e custodito anche dai cani», dice Nordera, «e tenevo i quattro montoni in questo giardino perché è vicino a casa, con il proprietario che era interessato alla pulizia del prato e me lo cedeva volentieri. Mai avrei pensato che fossero in pericolo in mezzo alle case: per questo lo scorso anno avevo portato qui due pecore gravide per farle partorire in tranquillità, lontano dal resto del gregge», aggiunge. Il danno si aggira, secondo una prima stima dell’allevatore, attorno ai 400 euro: i capi destinati alla riproduzione di una razza a rischio di estinzione erano curati con la massima attenzione e pesavano già fra i 35 e i 40 chili. Preoccupato il sindaco Aldo Gugole: «Ormai ci vengono nel cortile di casa. Nulla e nessuno sembra spaventarli e non capisco come si possa andare avanti così. Troviamo almeno il modo di tenerli lontani, se proprio non si riesce a eliminare i lupi, perché si è capito che vanno dove c’è cibo facile e non sono preoccupati dalla presenza di case, traffico, illuminazione». «Se è normale che ci sia il lupo», attacca Enrico Beltramini, presidente dell’associazione Salvaguardia rurale veneta, «per noi allevatori non è normale che venga a predare nel giardino di casa. Ci aspettiamo provvedimenti seri». •