Il presepe narra le storie del paese e di gente cimbra

I giovani autori del monumentale presepe allestito a San Bortolo
I giovani autori del monumentale presepe allestito a San Bortolo (BATCH)
23.12.2017

Vittorio Zambaldo Hanno iniziato nel 2003 e da allora ogni anno, due mesi prima di Natale. Una ventina di giovani, ragazzi e ragazze di San Bortolo, studenti e lavoratori, per tre sere alla settimana si trovano dalle 20 anche fino all’una di notte per lavorare a un progetto sempre nuovo. È un presepe che faccia parlare di loro, del paese, ma sopratutto che lasci un messaggio ai tanti visitatori che dalla notte di Natale al 15 febbraio ogni giorno dalle 9 alle 20 trovano la chiesa aperta e possono visitare il monumentale presepio. «È un progetto impegnativo e ogni anno guadagniamo qualche metro di spazio togliendo una fila di banchi dalla chiesa», rivela Giuseppe Anselmi che coordina il gruppo dal suo inizio, «e le persone che vengono a vistare si aspettano di vedere un’opera d’arte, curata nei dettagli e nelle novità». Dai semplici presepi dei primi anni il gruppo si è fatto sempre più audace, sia nelle ambientazioni, sia nell’utilizzo degli effetti, impegnandosi a trovare soluzioni nuove, ad acquistare stature animate, tutte create e dipinte a mano, ciascuna con un proprio movimento autonomo: l’ultimo arrivato è un boscaiolo che fa davvero cadere un albero a colpi di accetta. Ma ci sono anche taglialegna, falciatore, fabbro, calzolaio, maniscalco, cantiniere, tosatore di pecore, bottaio, massaie che impastano e cuociono o che attingono acqua alla fontana, pescatori con la lenza e intenti a rammendare le reti. Nella grotta della Natività Maria mostra il Bambino nella culla e Giuseppe si inchina, come l’asinello, mentre il bue mastica una manciata di fieno che spunta dalla bocca. Lungo il percorso, oltre ai classici effetti del giorno e della notte, si può incontrare il temporale con tuoni, lampi e vere gocce di pioggia che cadono sulla testa dei visitatori e che con il freddo si trasformano in neve. In alto domina il gruppo del Carega, riprodotto con realistica fisionomia, mentre abbondante acqua scorga dal nevaio che si è formato sulle vette. Tra le novità di quest’anno anche un coro di angeli sospesi in aria che si muovono sul perimetro del presepio, mentre alle già numerose case cimbre, ricostruite con fedeltà maniacale da un artista di San Bortolo, si è aggiunta quest’anno una casa diroccata, anche questa riprodotta nelle sue linee più caratteristiche: muri sbrecciati e puntellati, travi crollate, tetto in lamiera arrugginita e sbrindellata. «Cieli e terra nuovi», è il tema a cui hanno lavorato quest'anno i giovani artisti di San Bortolo, pensando al rinnovamento venuto con la nascita del Redentore «ma anche al valore che diamo al nostro paese con questa realizzazione che lo ha fatto conoscere fin fuori provincia». Una parete rivestita di carta dà spazio ai visitatori e ai bambini in particolare di scrivere e lasciare i propri pensieri e i propri disegni che poi saranno appesi a un albero all’ingresso del percorso di visita, «perché resti un ricordo positivo, un’emozione che sarà sempre diversa dalla visione di una cosa statica. I bambini sono anche invitati a cercare nel percorso di visita una decina di animali che abbiamo sistemato qua e là: serve ad aiutarli a guardare con attenzione e a memorizzare quanto hanno visto», conclude Giuseppe. Una mano importante alla riflessione arriva anche da Angelo Frigotto, poeta e artista che vive a Campofontana: sui quattro altari laterali della chiesa ha ricreato il senso della venuta di Cristo in terra: «Prima di morire in croce ci ha insegnato a vivere, ad apprezzare la terra, e i suoi elementi come il fuoco, l’aria e l’acqua. Ecco dunque che le quattro Natività proposte sui quattro altari laterali, pur avendo Maria e Giuseppe in adorazione non hanno Gesù Bambino nella culla ma una zolla di terra, un braciere ardente un altro, nel terzo l’aria e nel quarto l’acqua». In ogni altare la simbologia viene spiegata con apposite didascalie e il percorso diventa un laboratorio di riflessione dove ognuno può esprimersi. Accanto al presepe c’è anche un mercatino di prodotti che il gruppo prepara durante l’anno: confetture, candele, statuine in gesso e legno. Il ricavato è destinato alle necessità della parrocchia e all’opera di assistenza volontaria che da anni il compaesano Riccardo Gaiga intrattiene con la popolazione della Guinea Bissau, dove è riuscito ad allestire anche un piccolo centro medico. •