Giazza, caccia al tesoro del «prete storpio»

Veduta di Giazza, dove domani si svolgerà la caccia al tesoro
Veduta di Giazza, dove domani si svolgerà la caccia al tesoro
Z.M. 27.07.2018

A Giazza, si potrà andare alla caccia del tesoro nascosto dal prete storpio, posseduto e lasciato dalle divinità cimbre, grazie all'associazione VeronAutoctona di Belfiore. Per domani, nel paese cimbro, è stata organizzata un’emozionante caccia al tesoro alternativa perché dedicata ad una delle storie più misteriose della Val d’Illasi, legata alla figura di un prete. Nel 1848, don Domenico Gugole, detto il prete storpio, scrisse le proprie ultime volontà, confessando un indicibile segreto, rimasto tale per decenni: l’esistenza di un tesoro, di cui egli stesso era venuto in possesso, appartenuto alle Sèalagan Laute (in cimbro), alias le Genti Beate, gli esseri più misteriosi e affascinanti delle sperdute contrade di Giazza e che gli stessi residenti incontravano nei boschi. Questo racconto sta alla base di un’avvincente caccia al tesoro, scritta e coordinata da Simone Fiorio, componente dell’associazione culturale VeronAutoctona, affiliata al gruppo Ctg, che attraverso indovinelli e giochi di abilità, porterà i partecipanti a scoprire la storia, dietro la ricchezza di un personaggio realmente esistito, don Gugole appunto, e che ha alimentato leggende in tutta la Val d’Illasi. DOMANI si partirà alle 18.30, dal parcheggio dell’albergo Belvedere, con squadre formate da sei persone, alle quali verrà fornito un kit che servirà per tutta la durata della caccia al tesoro. Durante la serata, verranno mostrati ai partecipanti gli spezzoni di un cortometraggio, che il sodalizio ha filmato per raccontare la storia e che condurrà le persone a scoprire dov'è nascosto il tesoro. Il costo di partecipazione è di 15 euro a persona. Sebbene si tratti di un passatempo, non è una iniziativa per bambini e ragazzi, ma è concepita per un pubblico adulto, proprio per i suoi contenuti e per le difficoltà correlate alla ricerca. L’evento è organizzato da VeronAutoctona, in collaborazione con De Zimbar ‘un Ljetzan e Curatorium Cimbricum Veronense, e conta sul patrocinio del Comune di Selva di Progno, tradotto in lingua cimbra, Camaun vun Brunghe.