Il Monte veronese Dop cresce in qualità e cura

I premiati alla festa del Formaggio Monte veronese Dop FOTO AMATO
I premiati alla festa del Formaggio Monte veronese Dop FOTO AMATO
Vittorio Zambaldo 29.05.2018

Doppio riconoscimento alla festa del formaggio Monte Veronese Dop, a Erbezzo, per il caseificio La Casara di Roncà di Romano Roncolato: la giuria che ha esaminato le 26 forme in concorso, gli ha conferito il primo premio sia per il Mezzano sia per il Monte di Malga presidio Slow Food. Ha vinto in casa il caseificio Menegazzi con la categoria Latte intero, mentre per il Vecchio ha conquistato il palato dei giurati il caseificio Achille di Ezio Dalla Valentina di Velo. La giuria presieduta da Alberto Marangon di Veneto Agricoltura, presenti esperti del Consorzio di tutela Monte veronese Dop, di Onaf, l’Organizzazione assaggiatori di formaggi e referenti di Slow Food, ha segnalato una crescente partecipazione rispetto agli anni precedenti, notando che non solo è cresciuta la qualità ma anche la cura e la presentazione dei formaggi, aspetto non trascurabile in un’ottica commerciale. «Vale per la categoria a Latte intero, nonostante si tratti di prodotti a breve stagionatura; vale per il Mezzano che ha migliorato le uniformità olfattive e della struttura della pasta. Per il Vecchio sono state presentati formaggi stagionati di ottime caratteristiche», ha precisato la giuria, «e per il formaggio di Malga (tre le forme presenti, tutte della stagione di alpeggio 2016) i risultati sono stati notevoli, con punteggi elevati». ESCLUSO, è forse è stata la prima volta, dal podio il caseificio Gugole di San Giovanni Ilarione, che di solito faceva man bassa di riconoscimenti, ma occorre precisare che è l’unico ad aver raccolto punteggi fra gli 85 e i 90 centesimi in tutte le categorie, segno di una qualità spalmata a tutto campo. La tradizionale festa, che ha attirato in paese numerosi visitatori e buongustai a cui Pro loco e gruppo alpini hanno garantito al Palalinte i caratteristici menù della Lessinia a base di gnocchi di malga, formaggi e affettati, si è aperta con la sfilata guidata dalla banda di Grezzana fin sui gradini del municipio dove è avvenuta la consegna dei riconoscimenti ai caseifici e l'investitura di due nuovi consiglieri dell’Eccelsa et insigne arte dei formaggeri. Il titolo è andato a Maurizio Danese, presidente dell’Ente fiera di Verona e a Ruggero Segala, storico consigliere comunale di Erbezzo, presidente del gruppo locale di Coldiretti, allevatore e da sempre impegnato nella produzione e valorizzazione dei prodotti più genuini della montagna. Li ha presentati il sindaco Lucio Campedelli, affiancato da molti colleghi dell’altipiano, dal senatore Paolo Paternoster, dal consigliere regionale Stefano Valdegamberi e da quello provinciale Zeno Falzi. «È un momento irrinunciabile del settore», ha ricordato Campedelli, occasione di incontro fra allevatori, caseifici e consumatori». Falzi ha garantito il sostegno della Provincia e Paternoster la vicinanza e l’attenzione per far ripartire l’economia, mentre Valdegamberi ha spezzato una lancia a favore del consumo di Monte, «un prodotto eccellette assieme al Latte Verona da cercare sugli scaffali e preferire ad altri perché sostengono le nostre aziende e noi dovremmo esserne i primi promotori». Alla festa hanno partecipato i bambini della scuola primaria nei tipici costumi di “segaori e rastreline”, le corali della tradizione contadina e per la prima volta l’associazione Amici del Bovaro del Bernese Nord-Est con i caratteristici cani da custodia, difesa e lavoro, ciascuno al traino di un carrettino per il trasporto del latte e dei formaggi. Il presidente Emanuele Munarin e l’associata e organizzatrice della sfilata dei cani Enrica Salgarelli hanno precisato di voler portare avanti in questa maniera una tradizione che è antica sulle Alpi. I cani, di proprietari venuti anche da lontano (Ferrara, Brescia e Vicenza, ma alcuni anche dalla nostra provincia), hanno sfilato in perfetta sintonia con la festa, quasi consapevoli della loro prima esibizione con preziose attrezzature d’antiquariato che ormai si riescono a trovare solo nei mercatini. •