Ferragosto, chi primo arriva meglio griglia

Andrea e il gruppo di famiglia, arrivati dalla città: «Siamo arrivati qui alle 7 di mattino»
Andrea e il gruppo di famiglia, arrivati dalla città: «Siamo arrivati qui alle 7 di mattino»
Serena Marchi 17.08.2018

Arrivano all’alba per occupare il posto migliore. Scendono dalle loro auto, parcheggiate a pochi centimetri dall’asfalto, e iniziano a scaricare tovaglie, coperte, sedie, sdraio. E frighetti, piatti, teglie, posate, contenitori, carne e verdure da grigliare, bevande e bottiglie di vino. Sono loro, il popolo dei vacanzieri «mordi e fuggi» della Lessinia che, appena possono, fuggono per un giorno dal caldo e dall’afa della città per rifugiarsi sotto gli alberi, a bordo strada, lungo il tragitto tra Grezzana e Bosco Chiesanuova. Non si addentrano in camminate o trekking tra prati e colline. No, preferiscono svoltare la curva, lasciare la carreggiata solo per qualche metro e accamparsi lì, subito sotto le piante. Vista Provinciale 6, rumore di motori che vanno e vengono. Nella giornata di Ferragosto le piazzole attrezzate registrano il tutto esaurito. «Veniamo ogni 15 agosto», spiega Salvatore, 63 anni, da San Martino Buon Albergo, seduto con altri otto amici attorno a un tavolo all’ombra, poco prima di Corbiolo. «Negli scorsi anni abbiamo grigliato anche sotto la pioggia. Qui stiamo all’aria aperta, con la comodità di tavolini e panche a disposizione. Siamo riparati anche dalla strada perché c’è il guard rail. Da qui poi, dopo la grigliata, nel pomeriggio, possiamo andare a fare delle passeggiate». Vicine di tavolo ci sono altre sei persone. «Siamo arrivati alle 8 di questa mattina per prenderci il posto», racconta Sonia mentre gira la polenta sul fuoco. «Noi veniamo tutte le domeniche da undici anni, anche in inverno. Siamo brasiliani, viviamo a Porto San Pancrazio. Questo è un posto tranquillo, nella natura e a noi la montagna piace molto». Salendo verso Bosco Chiesanuova un altro gruppo di amici sta allestendo il picnic. «Siamo arrivati alle 9 di questa mattina per assicurarci la postazione», spiegano Fiorenzo e Milko di San Giovanni Lupatoto, «veniamo saltuariamente, proprio per grigliare. Questi sono rimasti gli unici posti pubblici, gratuiti, dove poter fare barbecue. Anni fa le griglie c’erano anche al parco dell’Adige, a San Giovanni Lupatoto, ma sono state tolte. Certo, questo non è il luogo migliore della Lessinia, siamo vicini alla strada, ma per trovare un altro spazio attrezzato come questo bisognerebbe fare più di cento chilometri e andare in Trentino. Qui è decisamente più comodo». Conferma la praticità anche Telma che, col marito, attende il proprio turno per cuocere la carne sul fuoco. «Noi siamo arrivati alle 8, veniamo da tredici anni. Viviamo in un appartamento in centro città dove è impossibile grigliare sul balcone. Stiamo aspettando nostro figlio con alcuni amici e mangeremo tutti assieme. Servirebbero più aree attrezzate come questa, regolamentate e controllate, lontane dalla strada, magari in alta Lessinia. Potrebbe fare bene anche al turismo di questa zona, che non ha nulla da invidiare alle altre montagne italiane». Un po’ più su Andrea, 29 anni, occupa assieme a tutta la famiglia una tavola bandita di taralli e grissini: «Noi siamo arrivati questa mattina alle 7. Fuggiamo dall’afa della città e ci rifugiamo qui, al fresco. Si trovano tavoli e panchine e soprattutto la postazione per cuocere alla brace. In mezzo al bosco o in un prato non potremmo farlo e saremmo costretti a sederci per terra. Oggi cuoceremo carne, verdure e polenta, il tutto accompagnato da un buon bicchiere di vino e concluderemo con una torta all’albicocca». Confermano la comodità anche Simone e Marzia, trentenni, accampati con tanto di computer e casse per la musica in una piazzola subito dopo il paese di Bosco: «È la prima volta che veniamo, c’è il barbecue, i cassonetti per i rifiuti, il tavolo e le panchine, tutto a nostra disposizione. Non potremmo accendere il fuoco e grigliare, fuori da qui». Ma la Lessinia non è solo meta di chi cerca un posto per cuocere alla brace. Lungo la stradina che da Bosco Chiesanuova porta a Bocca di Selva, appena fuori dalla carreggiata, seduti su due seggiole pieghevoli ci sono Adelino Bonizzato e Mariella Belè, 68 anni entrambi. «Siamo partiti da casa, a Borgo Venezia, alle 16 per fuggire dal caldo. Lo facciamo quando l’afa in città diventa insopportabile. Oggi ci siamo portati un frighetto con dell’acqua e dei cracker. Giochiamo a ramino, scala quaranta e facciamo le parole crociate. Attendiamo che scenda il sole, poi andremo a mangiarci una pizza e rientreremo a casa, quando le temperature saranno scese almeno di qualche grado». •

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