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Denis, in cammino
a tu per tu con il
«popolo dei boschi»

Un gruppo di cervi fotografati da Denis Aldegheri. Il giovane di Crespadoro ama appostarsi soprattutto nella zona orientale della Lessinia, con qualche blitz nella zona di AsiagoUn camoscio sulla neve sembra guardare l’obiettivo di DenisUn falco pecchiaiolo dopo aver catturato la sua predaDenis Aldegheri, 22 anniUn gracchio alpino in picchiata. Tutte le foto della pagina sono state scattate da Denis Aldegheri
Un gruppo di cervi fotografati da Denis Aldegheri. Il giovane di Crespadoro ama appostarsi soprattutto nella zona orientale della Lessinia, con qualche blitz nella zona di AsiagoUn camoscio sulla neve sembra guardare l’obiettivo di DenisUn falco pecchiaiolo dopo aver catturato la sua predaDenis Aldegheri, 22 anniUn gracchio alpino in picchiata. Tutte le foto della pagina sono state scattate da Denis Aldegheri (BATCH)
Riccardo Verzè 06.01.2018

«Da piccolo mi regalavano ruspe o camion. Ma a non interessavano». A Denis Aldegheri interessava soltanto una cosa: gli animali. «Studiavo, facevo ricerche, poi ho cominciato ad andare in giro con il binocolo». Fino alla nuova passione che l’ha folgorato: la fotografia. E da poco più di un anno il 22enne di Crespadoro, nel Vicentino, si avventura fra i boschi della sua zona ma soprattutto della Lessinia veronese («ha una biodiversità unica»), si apposta per ore e ore e scatta impressionanti foto di cervi, camosci o falchi. Fino ad uno degli scatti più ambiti, per gli appassionati: un lupo.

Non male, soprattutto vista l’età: «Di ragazzi come me in giro per i boschi non ce ne sono». La sua passione parte da una filosofia precisa e non negoziabile: il rispetto assoluto per la natura e per chi la abita. «Purtroppo a volte anche il mondo della fotografia naturalistica è una gara a chi fa lo scatto più bello, anche a costo di infastidire la fauna. Io», spiega, «piuttosto che disturbare l’animale preferisco tornare a casa senza foto». Fotografa all’alba e al tramonto («le ore migliori») e le sue lunghe camminate sono quasi sempre solitarie: «Già in uno», racconta, «a volte si è in troppi». •

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