Si farà il Centro
per i rifugiati
«Rischi minori»

Il sindaco Nadia Maschi
Il sindaco Nadia Maschi (BATCH)
11.04.2017

C’è stata parecchia carne al fuoco nell’incontro pubblico che l’amministrazione comunale ha voluto con la cittadinanza per parlare di Sprar (Sistema di protezione per richiedenti asilo e rifugiati), di metanizzazione, di banda ultra larga, di nuovo polo scolastico, di progettazione e riordino del centro storico.

La sindaca Nadia Maschi ha illustrato le diverse modalità con cui l’amministrazione e il paese vengono coinvolti nell’accoglienza degli stranieri se dovesse essere istituto lo Spar o se la Prefettura dovesse imporre il Cas (Centro di accoglienza straordinario). Dopo aver esposto pro e contro e sottolineato che la questione non è semplice da dirimere, Maschi ha annunciato l’intenzione della sua amministrazione di avviare il percorso che porterà a istituire lo Sprar, «con il vantaggio di poter accogliere solo 7-8 persone, in una struttura completamente gestita dal Comune tramite accordo con una cooperativa in base a un bando pubblico. Il Cas avrebbe il rischio di essere aperto a un numero maggiore di persone, sulla scorta della struttura disponibile messa a disposizione da proprietari privati», ha sottolineato Maschi, ricordando «lo scampato pericolo» dello scorso novembre quando un Cas era sul punto di aprire, fermato dal proprietario che ha poi deciso di mettere in vendita la casa. «Ma il problema potrebbe ripresentarsi con altri immobili o con lo stesso se non fosse venduto, perché in paese ci sono oltre 500 alloggi sfitti. Come amministrazione, siamo contrari e molto critici a questo tipo di gestione del fenomeno migratorio», ha precisato Maschi, «ma scegliendo l’ipotesi dello Sprar abbiamo voce in capitolo anche sul tipo di persone che vorremmo accogliere e stiamo elaborando con la cooperativa con cui collaboriamo, un progetto rivolto alle famiglie», ha precisato la sindaca annunciando di aver già comunicato la decisione alla Prefettura.

La metanizzazione del paese è l’altro tema che è stato toccato per un’ipotesi di estensione del servizio a tutto il territorio comunale, grazie a una rete di condutture di una ventina di chilometri: «È possibile fare domanda perché siamo Comune confinante con Grezzana, che è già metanizzato, e di fatto si tratterebbe di un ampliamento della rete esistente in un progetto in cui il Comune di Verona è capofila. I 20 chilometri di tubazioni, per una spesa di 3-4 milioni di euro, sarebbe a carico di chi fa i lavori, che avrebbe poi un ritorno rateizzato sulle bollette di chi si allaccerà alla rete di distribuzione del gas», ha fatto sapere la sindaca.

Per la banda ultra larga la Regione ha investito 400 milioni destinate alle zone bianche, cioè i Comuni sui quali i gestori nazionali della rete non hanno interesse a investire per lo scarso numero di residenti e di aziende presenti. Al Comune è arrivata la richiesta di convenzione con Infratel che entro il 2020 sarebbe in grado di coprire tutte le zone rimaste finora escluse.

Fra gli altri argomenti, illustrati dal vicesindaco Rino Brunelli, ci sono stati il bando per l’assegnazione dei lavori per il nuovo polo scolastico che inizieranno entro l’estate; un bando di idee per il riordino del centro storico e la cui valutazione sarà affidata a una commissione tecnica dopo essere stato sottoposto alla visione dei cittadini; la conclusione dei lavori nel nuovo campo bocce; nuovi punti luce a led e asfaltature di strade comunali. Entro fine giugno sarà consegnato lo studio di fattibilità per la fusione dei Comuni di Bosco Chiesanuova e Cerro.

L’assessore Roberto Prati ha parlato dell’istituzione del senso unico in via Dosso Bertin, della posa entro l’estate di un semaforo intelligente regolato da sensori e fotocellule per assicurare la scorrevolezza del traffico sulle vie Monte Baldo e Lessini e della sistemazione di un corrimano sul lato della chiesa parrocchiale per chi deve percorrere a piedi in salita proprio via Dosso Bertin.

Infine, il programma che riguarda il tema ambientale: da questo mese, amplia l’apertura con nuovi orari l’ecocentro del paese, assicurando la presenza di un sorvegliante e si avvia il servizio di pasti a domicilio, attraverso la collaborazione di una cooperativa sociale, fornendo un servizio, che prima non esisteva, ad anziani e persone che vivono sole.V.Z.