Soldati, jeep e blindati Lezione «live» di storia

Una scena che riporta alla memoria i giorni tragici della Seconda Guerra mondiale FOTOSERVIZIO AMATO
Una scena che riporta alla memoria i giorni tragici della Seconda Guerra mondiale FOTOSERVIZIO AMATO
Vittorio Zambaldo 26.08.2018

Una lezione di storia si impara meglio vivendola, che dai libri, e da questo presupposto è partito Antonio Bighignoli, oggi presidente dell’associazione culturale Forte Rudolph, che a Malga San Giorgio ha allestito il quartier generale di un campo militare della Seconda Guerra mondiale. La gente guarda incuriosita manifesti, strumenti, veicoli, militari in divisa d’epoca ed equipaggiati di tutto punto. Qualcuno si è anche spaventato per il movimento di un blindato e per colpi a salve partiti dai militari che si sono incamminati per la strada di Malga Malera, ma si è trattato di un momento di dimostrazione pratica sul campo perché il resto dell’allestimento è tutto da vedere e studiare al Bar Stella Alpina di San Giorgio dove in un angolo della sala è ricostruito il comando italiano di Tripoli del dicembre 1942 con manichini a grandezza naturale che indossano divise originali oppure ricostruite da sartorie militari con stoffa e fogge d’epoca. In un angolo un soldato tedesco in abiti mimetici da guerra nel grande Nord; al centro due carrelli per jeep adattabili anche al traino di moto; nell’angolo opposto tre militari americani di cui uno provvisto di cinepresa con carica a molla che poteva registrare anche in mancanza di elettricità o con batterie scariche. Sul tavolo carte e mappe militari originali, come i giornali d’epoca sparsi a terra e una radio portatile. «Dentro c’è la passione di 25 anni di curiosità, ricerche e acquisti da collezionisti che come me amano i pezzi rari e unici», racconta Bighignoli, servizio militare nei carabinieri e nella vita agente di commercio nel settore dell’utensileria. Fin da piccolo è sempre stato appassionato di modellismo, collezionando soldatini e giornali che parlavano di guerra, Poi la scintilla vera sul un terreno cosi fertile è scoccata con la partecipazione nel 1994 alle celebrazioni per lo sbarco in Normandia: «Ho visto rievocazioni del D-day di una perfezione che mi ha impressionato e ho capito che il futuro dei musei non sono stanze con teche e divieti, ma fuori per le strade e sui luoghi dove i fatti sono avvenuti, con la possibilità di vedere, toccare e provare». IL COMODATO d’uso dello chalet, un tempo utilizzato dalla Scuola sci di Bosco Chiesanuova, ha permesso di creare un info-point con materiale illustrativo non solo della passione di Bighignoli e della quindicina di iscritti del suo gruppo, ma anche delle bellezze e degli eventi che si svolgono su tutta la Lessinia. Fino a fine agosto resterà allestito il diorama dentro il bar Stella Alpina e sarà aperto il punto informativo davanti al quale sosta un’auto Dodge, 3.800 cc a 6 cilindri, appartenuta ai comandi militari americani e di cui esistono in Italia solo due esemplari. Lui, come gli altri iscritti all’associazione Forte Rudolfh, dal nome della fortificazione asburgica di Lugagnano dove hanno la propria sede, mettono a disposizione le proprie collezioni per esposizioni, organizzano incontri, la camminata storica del 25 aprile per conoscere la storia di Verona attraverso i fatti bellici dell’ultimo conflitto mondiale, guidati da Giuliano Fiorio, ma a monte di tutto ci stanno una scrupolosa analisi storica della documentazione, una severa lettura delle fonti e voglia di capire. Tutto alla fine serve a creare gli scenari adatti per le rievocazione di cui Bighignoli e soci sono dei maestri a far rivivere gli eventi, fedeli al motto che «vale più un’immagine di cento parole e serve più toccare la storia con mano che guardarla in televisione». •

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