Bonomi vince la sfida contro il suo vice Baltieri

Italo Bonomi
Italo Bonomi
Vittorio Zambaldo 11.06.2018

Terzo mandato per Italo Bonomi, confermato dai suoi concittadini con 182 voti; arriva secondo il suo ex vice Franco Baltieri con 125 preferenze, che ora passerà all’ opposizione. Affluenza sotto le aspettative in mattinata a San Mauro di Saline (solo il 16,93 per cento degli aventi diritto, la percentuale più bassa dei sei Comuni veronesi), ma il dato era previsto: il tempo clemente e la raccolta delle ciliege hanno tenuto molti sugli alberi fino al tramonto, per poi tornare a casa, cambiarsi e andare a votare, riportando la percentuale ai tradizionali alti livelli dei piccoli paesi, tanto che alle 23 si è chiusa al 79,03, il dato più alto in provincia. Si trattava di scegliere il sindaco e i voti, ognuno dei quattro candidati, li doveva cercare fra i 496 elettori, una vera battaglia all’ultima scheda. Cercava la terza conferma il sindaco uscente Italo Bonomi (Per San Mauro – Bonomi sindaco) che ha alle spalle una lunghissima militanza amministrativa fin dal 1989 con tre mandati in minoranza e due da sindaco. La legge gli permetteva la terza candidatura e Bonomi si è ripresentato con la stessa squadra, salvo il vicesindaco Franco Baltieri che ha scelto di correre con una propria lista con il nome e il simbolo della Lega Liga Veneta Salvini. Bonomi, come Baltieri si erano entrambi dimessi dalla Lega quando ci fu lo strappo di Flavio Tosi. Erano stati eletti in una civica sostenuta anche dal simbolo della Lega, ma la scelta di campo fu netta. Il ritorno del vicesindaco Baltieri in una lista avversaria del sindaco uscente ha rimesso in discussione quella che poteva sembrare una pacifica riconferma. Invece è stata battaglia elettorale senza esclusione di colpi fra i due pretendenti. Terzo incomodo Fabio Baltieri (ha chiuso con 72 voti), che dai banchi della minoranza non ha mai dato tregua all’amministrazione di San Mauro. Dal suo punto di vista la divisione all’interno dell’ex maggioranza poteva essere solo un vantaggio che abbassava il quorum necessario ad affermarsi, con la segreta speranza di trarre il massimo vantaggio dalle divisioni dell’ex gruppo di maggioranza. Un’incognita la quarta lista, che candidava Angelo Sebastiano Campanile sotto il simbolo di Alba Chiara, formata, da 11 agenti di polizia penitenziaria di Montorio. Alla presentazione della lista un mese fa non mancarono le polemiche legate al fatto che la candidatura sembrava strumentale per usufruire di un mese di aspettativa retribuita dal ministero per gli agenti in campagna elettorale. Per loro zero voti. •

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