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Avvelenati dal monossido Morti 2 studenti ventenni

I vigili del fuoco sono arrivati a Ferrara di Monte Baldo con il 118 e i carabinieri di Caprino: due ventunenni sono morti per intossicazione da monossido FOTOSERVIZIO DIENNE
I vigili del fuoco sono arrivati a Ferrara di Monte Baldo con il 118 e i carabinieri di Caprino: due ventunenni sono morti per intossicazione da monossido FOTOSERVIZIO DIENNE (BATCH)
03.01.2018

Alessandra Vaccari Erano le vacanze di Natale, quelle da passare con gli amici che conosci da sempre e che ti fanno stare bene. Non in un luogo alla moda, ma nella discreta Ferrara di Monte Baldo, dove i genitori di una delle ragazze avevano casa da anni. La vacanza si è trasformata nel peggiore degli incubi. Monossido di carbonio, il killer di due ragazzi provenienti dal Vicentino, Luca Bortolaso, nato a Soave ma residente a Lonigo, e Alex Ferrari, di Arzignano. Avevano 21 anni, e da uno erano sentimentalmente legati. Sono morti nel sonno intossicati dal monossido di carbonio che s’era divorato tutto l’ossigeno della stanzetta al primo piano di una casa su cui insistono cinque appartamenti in via Ca’ di Sotto, praticamente dietro la chiesa parrocchiale di Ferrara di Monte Baldo. LA SERATA. Ieri, alle 14 circa, Alessia Ferrari, 19 anni, di Monzambano, in provincia di Mantova, sale al primo piano della casetta dei genitori. Non ha ancora visto Alex e Luca. Sì è vero, loro tre e l’amica, minorenne, di Peschiera, avevano fatto tardi la sera prima. O meglio, la mattina, perchè tra una chiacchiera e un brindisi erano arrivate le 4.30, quindi dormire fino a tardi ci stava. Alessia decide di andare comunque a svegliare gli amici. I maschi dormivano in una stanza per conto loro e le femmine separate. Alessia ha aperto la porta della piccola stanza, ha chiamato, poi vedendo che nessuno rispondeva è entrata, ha chiamato di nuovo. E poi ha urlato, scosso i corpi ormai senza vita degli amici. Rendendosi conto che la situazione era grave è uscita sul viottolo della casa, una stradina comunale che sembra privata, per avere segnale con il telefono. E ha chiamato il 118. IL RITROVAMENTO. Nel frattempo, da una delle abitazioni è uscito Doriano Lorenzi. Anche lui passa le vacanze in quelle case, pur essendo di Sant’Ambrogio di Valpolicella. «Alessia la conosco fin da bambina. Mi ha chiesto di entrare in casa e di salire a vedere i suoi amici», racconta l’uomo, «non appena sono entrato nella stanza ho sentito un odore acre. Ho visto i ragazzi che erano nel letto. Erano morti, non si poteva non capire che erano già morti, gli occhi semiaperti, la bocca spalancata». Uccisi dal monossido. È stata Alessia a raccontare che quando gli amici sono saliti in camera da letto, per cercare di avere una temperatura migliore, visto che al piano terra c’era una vecchia stufa a legna, ma nella parte sopra della casa non c’è riscaldamento, si erano messi le braci della stufa dentro a un secchio di metallo. E poi avevano chiuso la porta per mantenere il più possibile il calore. La temperatura, nelle notti scorse era scesa fino a meno dieci. Non hanno considerato, i giovani, la pericolosità di quel gesto apparentemente innocuo. E così, il monossido che è inodore, una volta consumato tutto l’ossigeno ha iniziato a impossessarsi del loro sangue. Fa così il monossido: incapsula i globuli e poi ti uccide. Alex e Luca sono passati dal sonno alla morte, forse senza neanche accorgersene. L’odore acre sentito dal vicino era quello della cenere del legno bruciato. Sul posto sono arrivati l’elicottero di Verona Emergenza (la pista d’atterraggio è sotto l’abitazione della tragedia), l’ambulanza. Ma anche i vigili del fuoco, i carabinieri di Caprino. Ma nessuno ha potuto fare qualcosa. I ragazzi erano morti da almeno un paio di ore. Sono stati subito avvertiti i familiari delle vittime, e della proprietaria della casa. Per tutti è iniziata la corsa verso Ferrara di Monte Baldo. Sono arrivate anche le sorelle dei ragazzi, altri amici. In poche ore, in quella parte di paese, c’era una decina di persone, in attesa che arrivassero anche gli impresari delle onoranze funebri. Il magistrato di turno ha dato subito il nullaosta affinchè i corpi venissero lasciati nella disponibilità delle famiglie per i funerali. I GENITORI. Ciascuno al dolore reagisce a proprio modo. C’è chi si ammutolisce, chi urla, cercando nelle parole un conforto. O nelle grida. «Aiuto, aiuto, qualcuno mi aiuti», gridava una delle madri dei ragazzi, e poi ancora, «voglio vederli, dove sono i “tosi“? dove sono? voglio vederli subito! glielo avevo detto di non venire in montagna! Odio la montagna, perchè sono venuti qui? perchè». Hanno cercato, i vigili del fuoco, di trattenerla. Alla fine, non appena gli impresari delle onoranze funebri hanno ricomposto i corpi, i genitori e la sorella hanno potuto vederli. Nel frattempo, sul posto è tornata anche l’ambulanza, perchè Alessia, sotto stress da troppe ore è crollata. «Vi prego», aveva detto il padre della ragazzina, «qualcuno chiami la guardia medica, mia figlia sta male. Ho paura che stia peggio». Così, nell’abitazione di Lorenzi, ormai erano entrati tutti familiari delle vittime e della padrona di casa. E c’è stato anche qualche momento di tensione, perché quando sei disperato hai bisogno di qualcuno con cui prendertela. E non sempre dici la cosa giusta. • © RIPRODUZIONE RISERVATA

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