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De Santi approva la svolta di Ca’ del Bue

Un esterno dell’impianto di Ca’ del Bue
Un esterno dell’impianto di Ca’ del Bue
Vittorio Zambaldo 02.08.2018

Sono musica per i sanmartinesi le parole di Michele Croce, presidente di Agsm, che ha prospettato una rivoluzione green per il sito di Ca’ del Bue dopo il tramonto del progetto di inceneritore: «Si rilancia la piattaforma ecologica dove, da scarti come l’umido e i fanghi da depurazione, si ricaverà biometano per alimentare i bus di Atv e i mezzi di Amia», ha detto Croce, «un investimento da 13 milioni di euro che si ripagherà in pochi anni, realizzando così entro il 2021 le condizioni per un’economia circolare». L’idea, espressa nella recente presentazione del piano industriale 2018 - 21, piace al sindaco di San Martino Buon Albergo Franco De Santi che affiancando da vice l’allora sindaco Valerio Avesani, con i colleghi di San Giovanni Lupatoto e Zevio, si era sempre strenuamente opposto all’idea dell’inceneritore. «Apprendiamo con soddisfazione la nuova posizione di Agsm. Questa svolta è stata sempre auspicata dalla nostra amministrazione comunale e invocata a gran voce quando l’inceneritore era a un passo dalla riattivazione. Negli anni i Comuni di San Martino Buon Albergo, San Giovanni Lupatoto e Zevio si sono fatti valere sui tavoli istituzionali e oggi raccogliamo i frutti di questa lunga battaglia», commenta De Santi, che annuncia un incontro nei prossimi giorni con il presidente Croce. «La posizione da lui espressa e l’essersi da subito reso disponibile in un clima molto collaborativo, va in parallelo con la nostra idea di sviluppo. È una buona notizia per il territorio e la riconversione in ottica green di siti industriali dismessi va quindi sostenuta. Di questo parlerò con Croce», anticipa il primo cittadino sanmartinese. Torna di attualità l’idea a lungo accarezzata da Avesani di un polo ambientale integrato, per migliorare ulteriormente la differenziazione dei rifiuti e ridurre sempre di più il loro conferimento negli inceneritori e nelle discariche. «Con questo obiettivo abbiamo richiesto e ottenuto che venisse presa in considerazione la riconversione del sito di Ca’ del Bue, come sta avvenendo oggi con il nuovo piano di Agsm», spiega De Santi, che evidenzia: «Con la posizione che abbiamo sempre espresso contro l’inceneritore c’era l’esigenza primaria di tutelare la salute e l’ambiente, ma anche di condurre una battaglia etica e culturale, finalizzata ad evitare che venisse bruciata una risorsa importante come il rifiuto». E il ricordo del sindaco va al suo predecessore e amico: «Valerio Avesani fu in prima linea nel coinvolgere gli altri sindaci e nel sensibilizzare i rappresentanti delle istituzioni. Questo risultato è anche una sua vittoria, per la dedizione che ha sempre dimostrato nei confronti di questa causa. Abbiamo documentato con i fatti, e numeri alla mano, che l’inceneritore non doveva essere riattivato e che era necessario guardare alle innovazioni in questo ambito. I rifiuti sono un bene da riutilizzare e bruciarli sarebbe stato un pericoloso ritorno al passato. Occorre invece guardare al futuro e alle nuove tecnologie. Non abbiamo mai smesso di far sentire la nostra voce e oggi questi sforzi vengono ripagati dalla scelta di Agsm, che è positiva per il futuro del nostro territorio», conclude De Santi. •