Morte-giallo dell’anziana «Non si parli di contagio»

LU.FI. 21.08.2018

Il decesso avvenuto a Ferragosto di un’anziana di San Giovanni Lupatoto, una scomparsa che sui social aveva attirato l’attenzione di migliaia di persone, non è dovuto alla West Nile disease. Secondo l’Azienda ospedaliera di Verona, che ha avuto in cura la donna, la morte sarebbe stata provocata da una serie di concause, più che al contagio, comunque accertato, della febbre del Nilo. «L’ottantacinquenne presentava uno stato di salute piuttosto compromesso a causa di altre patologie per cui identificare nella West Nile la causa della morte non appare corretto», fa sapere l’Azienda ospedaliera. Il virus inoculato da qualche zanzara nel sangue della signora, insomma, non sarebbe stato che uno dei problemi minori con cui essa si era trovata a dover lottare. E se è vero che, secondo quanto spiega la scienza medica, normalmente la West Nile ha effetti gravi solo quando si manifesta in soggetti con situazioni di particolare debilitazione, nel caso della pensionata di San Giovanni Lupatoto la malattia non sarebbe stata che una complicazione in più, nell’ambito di un quadro sanitario molto complesso. A diffondere la notizia che un’ultraottantenne residente in via Renato Simoni era scomparsa a causa del virus della febbre del Nilo occidentale era stato un consigliere di maggioranza. Si tratta del leghista Mattia Stoppato, che venerdì ha postato in Facebook, un video che ieri pomeriggio aveva raggiunto quasi 6.500 visualizzazioni, centinaia di commenti e moltissime condivisioni. Già il giorno successivo, però, il sindaco Attilio Gastaldello aveva spiegato che, pur essendo purtroppo vera la notizia della morte, ancora mancavano conferme ufficiali sulla sua causa. Cosa che, peraltro, confermava anche l’Ulss scaligera. In sede sanitaria ieri si affermava di non potersi esprimere, essendo il caso seguito dall’Azienda ospedaliera. A San Giovanni Lupatoto, comunque, il Comune ha programmato da subito interventi straordinari di disinfestazione e di sfalcio dell’erba, allo scopo di uccidere le zanzare e far sì che non abbiano la possibilità di ripararsi nelle ore più calde del giorno. Intanto la possibile diffusione della West Nile continua ad essere un caso anche in due comuni vicini a quello lupatotino: Vigasio e Buttapietra. Nel primo, continuano a funzionare gli atomizzatori con cui si effettuano disinfestazioni dalle zanzare adulte. Qui, esattamente in viale Europa, martedì scorso è emersa la presenza di un caso sospetto di contagio, e, nonostante la persona che si presumeva essere ammalata non lo fosse in maniera grave, il sindaco Eddi Tosi ha avviato misure di lotta agli insetti non programmate. Ieri, giorno nel quale si è svolto l’ultimo degli interventi previsti nell’area posta 200 metri attorno alla residenza del possibile contagiato, lo stesso primo cittadino spiegava che non aveva ancora ricevuto comunicazioni sulle verifiche in corso a Padova. A Buttapietra, seppur mancano casi di contagio, questo pomeriggio saranno effettuati trattamenti, già previsti, contro la zanzara e tigre nelle aree pubbliche. •