Centralina dell’Arpav a Raldon per misurare la qualità dell’aria

Il mezzo dell’Arpav  FOTO AMATO
Il mezzo dell’Arpav FOTO AMATO
Renzo Gastaldo 07.09.2018

Hanno preso il via nel territorio di San Giovanni Lupatoto gli attesi controlli della qualità dell’aria. A Raldon è in corso una campagna di rilevazioni degli inquinanti presenti nell’aria, svolta da Arpav con una centralina mobile. Il mezzo è stato posizionato al confine con il territorio di Zevio all’incrocio con via Croce e controlla i principali parametri inquinanti: anidride solforosa, ossidi di azoto totali, monossido di azoto, biossido di azoto, monossido di carbonio, ozono, benzene e polveri sottili Pm10. Il monitoraggio durerà 30 giorni. «Si tratta della fase attuativa degli accordi presi alcuni mesi fa con Arpav per i controlli sul territorio lupatotino», spiega il professor Roberto Facci, presidente della locale Consulta comunale per l’Ambiente. «Questa prima rilevazione viene svolta a cavallo fra l’estate e l’autunno ed è principalmente finalizzata a indagare la presenza di polveri» aggiunge Facci. «Ne seguirà un’ulteriore, nel medesimo sito, fra gennaio e febbraio 2019. «La dislocazione a Raldon ha una precisa ragione», continua il presidente della consulta ambientale. «Il punto dov’è stato collocato è assai vulnerabile per la vicinanza a una via di scorrimento come la strada provinciale, alla statale Transpolesana e si trova anche abbastanza prossimo alla discarica di Ca’ Bianca, ricadente in territorio zeviano». «I risultati di queste indagini locali andranno a costituire una banca dati e saranno valutati con estrema attenzione: nel caso emergessero significative discrepanze con i dati sull’inquinamento dell’aria resi noti da Arpav, saranno necessari approfondimenti per i quali siamo già d’accordo con l’agenzia regionale per la protezione ambientale», spiega ancora Facci. «I controlli potrebbero in futuro essere estesi alla zona industriale-commerciale di San Giovanni». «Mi sembra un approccio strutturato a una questione, come quella dell’inquinamento dell’aria, che è da monitorare con attenzione per le sue ricadute sulla comunità», conclude Facci. «Ci stiamo interfacciando con Agsm anche per la rimessa in attività della centralina di Ca’ Sorio, che si trova in fondo a via Porto, installata per i controlli delle emissioni di Ca’ del Bue». La questione dell’inquinamento dell’aria era stata oggetto di un acceso dibattito in consiglio comunale. La mozione per la salvaguardia della qualità dell’aria, bocciata una settimana prima, era stata alla fine approvata una settimana dopo dal consiglio comunale. Il dibattito in consiglio aveva fatto registrare le contrapposte posizioni. La mozione presentata dal consigliere leghista Mattia Stoppato (e approvata) chiedeva al sindaco e alla giunta «di perseverare nelle iniziative di monitoraggio dell’aria e di adottare le azioni necessarie». La precedente mozione, avanzata dalle consigliere civiche Anna Falavigna e Martina Gambacorta, intendeva raggiungere più o meno lo stesso scopo. Le rilevazioni di Pm10, attraverso l’apparecchiatura posta nel cortile delle ex scuole elementari Pindemonte, avevano confermato le criticità che riguardano tutto il Veneto e Verona. A fronte di un valore limite giornaliero di 50 microgrammi per metro cubo (da non superare più di 35 volte/anno), il 22 dicembre 2016 sono stati rilevati 71 microgrammi, il 23 il valore è sceso a 70 e il 24 a 66 mentre nei giorni precedenti il valore soglia è stato rispettato. La situazione per quanto riguarda la Pm 2,5, particelle in grado di penetrare negli alveoli polmonari è ancora più critica. Qui il limite è definito dalla legge «buono» fino a 25 microgrammi per metro cubo, scadente da 25 a 50 microgrammi e pessimo oltre i 50. Nei controlli eseguiti nel cortile delle vecchie scuole, i valori rilevati sono stati di 37 microgrammi il giorno 11 gennaio, di 58 microgrammi il 12, di 57 microgrammi il 13, di 36 il 14, di 23 il 15 gennaio, di 20 il 16 e di 21 il 17 gennaio. •