Piscine chiuse Ma ora tornano al Comune

Gli impianti di viale Olimpia: sono chiusi da una quindicina di giorni FOTO AMATO
Gli impianti di viale Olimpia: sono chiusi da una quindicina di giorni FOTO AMATO
Renzo Gastaldo 03.06.2018

Non c’è stata alcuna pronuncia dal Tar Veneto sul ricorso del centro sportivo entro il 31 maggio e gli impianti di viale Olimpia (da 15 giorni chiusi) stanno tornando nella disponibilità del proprietario, che è il Comune di San Giovanni Lupatoto. Dopo il mancato intervento del Tar per il ricorso e per la richiesta di sospensiva entro l’ultimo giorno della gestione Sport Management, sono infatti cominciate per le piscine e il palazzetto le operazioni di sopralluogo da parte dei tecnici municipali, finalizzate a verificare da una parte la consistenza del bene e dall’ altra lo stato di manutenzione e di usura degli impianti. Da una prima visita sembra siano state individuate dai funzionari municipali alcune carenze che dovrebbero essere sistemate nel giro di qualche giorno a cura del vecchio gestore. Una volta entrata nella piena disponibilità dell’impianto sportivo, l’amministrazione comunale avvierà l’esecuzione dei lavori di manutenzione straordinaria che sono di sua competenza. Queste opere sono propedeutiche alla consegna dell’impianto alla In Sport, la società lombarda (ha sede a Vimercate) che è risultata assegnataria del centro sportivo a seguito della gara di appalto svolta lo scorso anno. Questi interventi straordinari riguardano sia la piccola piscina esterna sia la vasca grande interna. PER LA PISCINETTA esterna è emersa una complicazione. Il Comune aveva commissionato nei mesi scorsi l’effettuazione di una serie di sondaggi e verifiche per individuare la causa della perdita di acqua (le piscine hanno quasi quarant’anni, essendo state realizzate alla fine degli Anni Settanta). Una volta deciso l’intervento necessario, aveva predisposto il relativo progetto che consisteva nella realizzazione di un rivestimento con telo pvc e nel rifacimento dei bordi laterali. La spesa prevista era stata quantificata in circa 41mila euro. Nessuna ditta ha però presentato la sua offerta per l’esecuzione dei lavori previsti. Pertanto gli uffici comunali dovranno effettuare una nuova gara d’appalto, il che determinerà un ritardo di alcune settimane nella disponibilità della piscinetta esterna che non farà certo piacere alla ditta risultata nuova assegnataria della gestione, se questa aveva in animo di mettere a frutto la prossima stagione estiva. Stessa procedura, con il passaggio dalle fasi di individuazione del progettista, stesura del progetto, indizione della gara di appalto e suo espletamento, si renderà necessaria per gli interventi alla piscina grande coperta. Entrambi gli interventi comportano come conseguenza il fatto che la consegna dell’impianto al nuovo gestore, nonostante le direttive dell’amministrazione comunale agli uffici di procedere nel minor tempo possibile, non potrà che essere ritardata o forse avvenire in modo parziale, escludendo le parti soggette ai lavori di manutenzione. La normativa stabilisce poi che non si possa procedere alla sottoscrizione del contratto definitivo in pendenza di un ricorso ma si possa stipulare soltanto un contratto provvisorio. Va ricordato che il ricorso era stato presentato nel mese di marzo dalla Sport Management che aveva chiesto al Tar di annullare l’aggiudicazione per i vizi dei provvedimenti adottati per la costituzione della commissione aggiudicatrice della gara, e per «l'omessa dichiarazione di offerta anomala in relazione alla tariffa per l'affitto a squadre locali del palazzetto dello sport». Nel mirino era entrata l’offerta fatta dalla In Sport per l’affitto del palazzetto a squadre appartenenti a società sportive locali: a fronte di un importo a base di gara di 15 euro orari, la società lombarda aveva attestato la propria offerta a 4 euro orari mentre la Sport Management aveva proposto 14 euro l’ora. È stato proprio questo divario di 10 euro fra le due offerte a determinare l’«anomalia» segnalata al Tar. •