Consulto sull’ospedale Orlandi Le quattro terapie sono diverse

Claudio Perusi
Claudio Perusi
Lino Cattabianchi 08.06.2018

Partita a quattro, domenica a Bussolengo, uno dei tre paesi veronesi dove si vota e dove si potrebbe andare al ballotaggio il 24 giugno nel caso nessuno dei candidati raggiunga la maggioranza assoluta alla prima tornata. Quattro le domande agli altrettanti aspiranti sindaci (ieri sera ospiti anche di Diretta Verona su Telearena) su argomenti di cui L’Arena si è occupata a più riprese: ospedale Orlandi; urbanistica e gestione del territorio; emigrazione e sicurezza; giovani, volontariato e cultura. I candidati rispondono nell’ordine in cui appariranno sulla scheda elettorale: Claudio Perusi (Bussolengo civica, Fratelli d’Italia-Il popolo della famiglia e Lega-Liva veneta Salvini), Paola Boscaini (C’è futuro, Città solidale e Vivere Bussolengo San Vito), Michele Mazzi (Movimento 5 Stelle) e Roberto Brizzi (Alleanza per Bussolengo, Lista Ceschi-Bussolengo al centro, Lista civica Siamo Bussolengo e Valore Bussolengo). Ospedale Orlandi: si potrebbe ripartire dal confronto fra Paola Boscaini e Massimo Girelli a TeleArena il 6 giugno del 2013: Bussolengo «chiude», questo il tema, Villafranca «apre». Perusi: «Il sindaco di Bussolengo in conferenza dei sindaci, ha votato per il ridimensionamento dell’Orlandi poi approvato dalla Regione. L'ospedale deve rappresentare per ogni amministrazione di Bussolengo una risorsa, sia in termini occupazionali sia di servizi alla cittadinanza, pertanto svilupparlo sarà una priorità». Boscaini: «Si potrebbe ripartire dal confronto a TeleArena del 6 giugno del 2013. Girelli disse allora che il Comune non poteva fare nulla, io risposi che bisognava garantire l’apertura. Ci siamo resi conto da subito che le schede del 2013 avrebbero portato alla chiusura. Abbiamo incastrato la Regione, dimostrando che era necessario il pronto soccorso. Abbiamo valutato allora anche il ricorso al Tar, ma gli esperti ci hanno consigliato di cambiare strada. Ci sono diverse sentenze che danno torto ai Comuni perché la competenza è della Regione». Mazzi: «Dopo quanto è successo, sarà difficile cambiare rotta, anche se la nuova ministra della Sanità, fortemente orientata alla sanità pubblica, ci dà nuove speranze. Nel frattempo, ci batteremo perché venga attuato almeno il poco che ci è stato promesso». Brizzi: «Sull’ospedale è stato un grave errore non coinvolgere i cittadini e il Consiglio comunale nella decisione, presa dall’attuale sindaca, sul declassamento dell’Orlandi. Il nostro primo atto sarà quello di impugnare legalmente l'atto che ha declassato il nostro ospedale». Urbanistica e territorio: quale destino per Bussolengo, a fronte delle scelte già fatte (Piano interventi, Progno Casotton) e da fare? Nel 2020 scade il Pat (Piano di assetto del territorio). Perusi: «L’amministrazione con i suoi piani di intervento si è limitata a trasformare le zone verdi in edificabili favorendo l'ampliamento di cave. Noi punteremo all’edilizia agevolata per le coppie del territorio e al recupero del centro storico modificando la recente delibera che impedisce l'applicazione del piano casa». Boscaini: «Bussolengo è tra i primi dieci Comuni per densità abitativa della provincia e questo dice molto della politica del passato. Con il nuovo Pat non faremo lottizzazioni particolari, ma lavoreremo per recuperare l’esistente, tutelando l’ambiente e garantendo i servizi». Mazzi: «Lo sviluppo che vediamo sarà non nel patrimonio edilizio, ma nella qualità della vita: più parchi, più ciclabili, meno centri commerciali e opere inutili. Per una rinascita nel segno della sostenibilità e della coesione sociale». Brizzi: «In questi anni sono stati fatti troppi centri commerciali e l’ampliamento di cava Ca’ Nova Tacconi è una conseguenza diretta della vendita del progno Casotton, con grave danno ambientale per le prossime generazioni. Il nostro programma è chiaro: stop all'apertura di cave, di nuove discariche o di centri commerciali. Servono più parchi pubblici attrezzati e più percorsi ciclopedonali». Emigrazione: chiuso l’Hotel Rizzi c’è ancora polemica sul Centro culturale islamico. Quali linee si vuole adottare? Sicurezza: la percezione di insicurezza aumenta nei quartieri: perché? Perusi: «La sicurezza è la nostra priorità. È indispensabile il rispetto delle regole e delle leggi: il nuovo centro culturale islamico non può rappresentare un’eccezione. Va aumentata la vigilanza nei quartieri implementando il sistema di telecamere, potenziando la collaborazione con le forze dell’ordine». Boscaini: «Durante questi cinque anni abbiamo detto no all’arrivo di richiedenti asilo e chiuso l’hotel Rizzi. Lo Stato non può scaricare sui cittadini le proprie inefficienze. Nel centro culturale sono ospitate varie comunità: continueremo a vigilare che vengano rispettate le norme con le forze dell’ordine. Aumenteremo la presenza dei vigili di quartiere e installeremo altre telecamere». Mazzi: «Base di partenza è il rispetto delle regole: la legge distingue tra centri culturali e luoghi di culto che vanno aperti in area specifiche. Rispettate queste condizioni, non ci sono motivi per opporsi a un diritto tutelato dalla Costituzione. Sintonia col governo per la sicurezza. Sensazione di impunità e mancanza di certezza della pena aggravano la percezione di insicurezza; su questo ci aspettiamo molto dal nuovo governo. Nel nostro piccolo può aiutare una maggiore sorveglianza e una migliore illuminazione». Brizzi: «Il Rizzi si doveva gestire molto prima e in modo diverso. I centri di culto che rispettano le norme non devono essere problemi; quelli che non rispettano la legge vanno subito chiusi. Le regole valgono per tutti: le rispettano anche i comitati sagra, perché altri no? Nei quartieri prevediamo più videocamere, controllo del vicinato e nuovi vigili». Giovani e volontariato: le vostre risposte al bisogno di partecipazione. Cultura: La biblioteca comunale è uno dei luoghi più frequentati dai giovani; ma l’intervento non è stato concluso: manca il teatro comunale. Si va in parrocchia, forse è più comodo…..O ci vuole coraggio per completare il complesso di Piazzale Vittorio Veneto 3? Perusi: «Sarà fondamentale completare l'area di San Valentino ed in particolare realizzare un teatro pubblico: è un atto dovuto per Bussolengo e si sarebbe potuto già realizzare se non si fossero riconosciuti oltre 5 milioni di euro a società private». Boscaini: «In questi anni abbiamo promosso molte iniziative per i giovani, tra cui Onda volontaria, che ha visto il coinvolgimento oltre 100 ragazzi. Servono nuovi spazi: entro tre anni, realizzeremo un’area polifunzionale, nella zona di Cristo Risorto, che servirà anche come ritrovo per le associazioni e i giovani». Mazzi: «Alle associazioni serve principalmente una sede. Vogliamo Villa Spinola come uno dei cuori pulsanti della vita sociale e culturale del paese e contiamo molto sulla voglia dei giovani di esprimere qui la loro creatività. Se poi le risorse lo consentiranno coinvolgeremo la cittadinanza nella scelta di nuove opere». Brizzi: «Amplieremo la biblioteca comunale e a realizzeremo un parco attorno ad essa, così sarà possibile, nella bella stagione, leggere un libro all’aperto. Tanti studenti ne hanno fatto un punto di sano ritrovo. Le associazioni del paese meritano una sede: realizzeremo la casa delle associazioni, un luogo a loro dedicato». •