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Troppo vento, gli ibis arrivano all’oasi in auto

L’ultima tappa della migrazione degli ibis eremita
L’ultima tappa della migrazione degli ibis eremita (BATCH)
12.09.2017

Si è conclusa 30 chilometri prima dell’obiettivo la quarta migrazione guidata dall’uomo del progetto Life+ “Reason for hope” 2014-2019, per la reintroduzione dell’ibis eremita. Lo stormo di uomini e uccelli non è potuto arrivare fino ad Orbetello a causa del vento forte ed è atterrato a est di Grosseto. Da lì, gli ibis eremita sono stati condotti all’oasi di svernamento in automobile. La missione delle due mamme adottive Anne e Corinna per quest’anno è compiuta e gli esemplari giunti fino in Toscana dovranno riprendere la rotta verso nord in primavera, autonomamente. Il loro compito d’ora in poi, sarà quello di insegnarla ai pulcini che verranno. “Più di mille chilometri in volo in 23 giorni e per molte caratteristiche, questa è stata la migrazione più ardita del progetto”, commenta Cesare Avesani Zaborra, direttore scientifico del Parco Natura Viva e unico partner italiano del progetto europeo di reintroduzione in natura dell’ibis eremita. “Un gruppo unico di 31 uccelli, due ultraleggeri a motore e due mamme adottive: lo stormo più impegnativo delle ultime 4 migrazioni, un successo dovuto anche al particolare affiatamento tra gli esemplari, che si sono dimostrati sempre molto uniti. Ora le mamme adottive rimarranno con gli ibis qualche settimana, in modo che possano ambientarsi nel sito di svernamento e poi gli ibis eremita potranno cavarsela da soli”, conclude Avesani Zaborra. L.C.

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