«Sballo» sul Garda

Controlli dei carabinieri su un pontile del lago. Le persone fotografate sono risultate tutte in regola
Controlli dei carabinieri su un pontile del lago. Le persone fotografate sono risultate tutte in regola
Francesca Lorandi 05.07.2018

«Che male c’è, non è mica un reato». Hanno 20 anni o poco più, qualcuno non ha ancora raggiunto la maggiore età. Arrivano per il fine settimana dalla città o da province vicine, e con gli amici vanno nei parchi di divertimento a fare serata o si raggruppano nelle spiagge libere o in quelle dove la sabbia è finta ma lo sballo è vero: nello zaino hanno il «pacchetto per il divertimento», cibo quanto basta, parecchie birre e «canne». «Partono già equipaggiati, sanno che è rischioso cercare la droga sul lago», spiega il comandante della compagnia di Peschiera del Garda, il maggiore Francesco Milardi. Con l’estate i controlli da parte dei carabinieri sono aumentati, come tutti gli anni, in proporzione agli arrivi nei paesi che costeggiano il Garda, dove in poche settimane si passa da 100mila a 8 milioni di presenze. Tanti dall’estero, da Germania e Olanda soprattutto, ma non sono gli stranieri quelli che i militari prendono di mira nell’ambito delle operazioni «Estate sicura 2018». Perché sono soprattutto i giovani italiani quelli che animano con la droga la movida gardesana. E quando vengono trovati con delle «canne», la risposta è praticamente sempre la stessa: «Che male c’è?». «Quelli che fermiamo con della droga in tasca raramente sono stranieri», spiega Milardi, «per lo più sono turisti o stanziali, arrivano dalla città o da altre province e sono tutti quanti giovanissimi, molti anche minorenni». Come i 19 ragazzi che lo scorso fine settimana sono stati trovati in possesso di stupefacenti, per uso personale, durante dei controlli organizzati dai carabinieri nelle spiagge e all’ingresso di alcuni parchi tematici: con l’aiuto dei cani antidroga dell’unità cinofila dei carabinieri di Torreglia, nel Padovano, i militari hanno anche sequestrato circa 50 grammi di marijuana e 30 di hashish. A metà giugno, quando a Gardaland si svolgeva la «notte bianca», c’erano anche i carabinieri della compagnia di intervento operativo di Mestre a supporto dei militari di Peschiera: quella sera, fino a tarda notte, vennero fatti dei controlli straordinari nella zona e, dei cento giovani controllati, ne furono trovati 21 - compreso un minorenne - con in tasca marijuana e hashish. Perché questi ragazzi, che nei fine settimana si riversano sul lago, non assumono droghe pesanti. Vanno con la compagnia di amici nelle spiagge libere, in quelle con sabbia artificiale, partecipano agli eventi organizzati dai parchi di divertimento cercando lo sballo non più solo nell’alcol ma anche nella marijuana e nell’hashish. E lo fanno con leggerezza, spesso senza consapevolezza. Tanto che, quanto vengono scoperti dai carabinieri, non provano nemmeno a difendersi: «Lo facciamo anche a scuola», rispondono, «non è reato». «È vero, non è reato», afferma Milardi, «però non si rendono conto di quello che li aspetta una volta scoperti». Le conseguenze prevedono sanzioni amministrative che vanno, a seconda dei casi, dalla sospensione della patente di guida a quella del passaporto, per un periodo non inferiore a un mese e non superiore a un anno. Non solo: potrebbero anche essere coinvolti in programmi terapeutici e socio-riabilitativi personalizzati predisposti dal servizio pubblico per le tossicodipendenze. Insomma, per chi è da poco entrato nel mondo del lavoro, per chi frequenta ancora la scuola o è iscritto all’università non è una voce positiva nel curriculum. Loro non lo sanno, più probabilmente non se ne rendono conto. O sono convinti di farla franca. Va detto che negli anni non si è registrato un aumento del fenomeno: «I numeri sono costanti da parecchie estate a questa parte», ammette Milardi, «non abbiamo registrati picchi. Il problema è che sono numeri alti: fermare ogni settimana una ventina di ragazzini che fa uso di droga è allarmante».