Virginia ci prova: tutto il lago a nuoto

Virginia Tortella all’arrivo dell’ultima traversata del lagolo scorso settembre
Virginia Tortella all’arrivo dell’ultima traversata del lagolo scorso settembre
Katia Ferraro 28.11.2018

Katia Ferraro Il sogno della «Rana del Garda» continua. Dopo aver attraversato il lago da Sirmione a Pacengo (10 chilometri circa, nel 2017) e aver completato, il 15 settembre scorso, la prima traversata a rana del Garda nel punto più largo (Padenghe-Lazise), arrivando poi fino a Peschiera, per un totale di circa 30 chilometri di nuoto in 16 ore, Virginia Tortella indica il 2020 come l’anno della traversata in lungo del lago: dalla foce dell’immissario Sarca, in Trentino, fino all’ingresso del lago nel Mincio, a Peschiera. Altri prima di lei hanno affrontato la sfida, ma la particolarità della sua impresa è duplice: sarà la prima a tentarla nello stile rana (più faticoso) e lo farà sulla distanza più lunga in assoluto, non accontentandosi di toccare la punta della penisola di Sirmione. Virginia, 49 anni, è originaria di Pacengo di Lazise ma da anni vive a Peschiera col marito e i figli. Ha dedicato la prima traversata alla memoria di suo fratello Massimiliano, mancato 9 anni fa per malattia e che nel 1991 nuotò da Pacengo a Sirmione. La traversata di quest’anno l’ha invece collegata alla beneficenza, la raccolta fondi a favore di Telethon per la ricerca sulle malattie muscolo-scheletriche degenerative. «Abbiamo raccolto 8.427,98 euro», dice Virginia, «mi sembra un bel traguardo, contando che abbiamo fatto tutto in quattro mesi e solo grazie al passaparola. Il grosso della somma è stato ricavato dalla vendita di magliette, cappellini e dell’annullo filatelico legati alla traversata, poi c’è stata l’offerta di 500 euro dell’Asd Amatori calcio Pacengo in memoria di mio fratello e 427,98 euro ricavati dal buffet a offerta libera organizzato da amici ristoratori in spiaggia a Peschiera il giorno della traversata». Lei ha iniziato a fare sport in modo costante 4 anni fa, finalizzando ogni allenamento a un’impresa. Prima la maratona di New York, poi quella di Amsterdam, fino al sogno di percorrere a ritroso la traversata compiuta da suo fratello. Una rampa di lancio che l’ha proiettata verso sogni ancora più grandi. Dopo la Padenghe-Lazise-Peschiera, a gennaio Virginia riprenderà ad allenarsi in vista della traversata per il lungo del lago, circa 60 chilometri per 35 ore di nuoto stimate. Anche questa impresa sarà legata a una finalità benefica: una raccolta fondi per Abeo Verona (Associazione bambino emopatico oncologico). «Definiremo il progetto da sostenere nei prossimi mesi», spiega Virginia, «l’idea è organizzare eventi anche culturali di sensibilizzazione». La novità è che per portare il messaggio di sport e solidarietà la «Rana del Garda» andrà in trasferta in altre acque. «Tutti i prossimi allenamenti di sei, otto, dieci, dodici e venti ore di nuoto, li farò in altri laghi, partendo da quelli del nord Italia», annuncia Virginia, «l’ultimo grosso sforzo sportivo prima della traversata del Garda sarà a inizio stagione 2020: nuoterò attorno al lago di Como per circa 40 chilometri». Nel frattempo Virginia ha collezionato un’altra soddisfazione: con la squadra VeronApnea, guidata dal suo coach Nicola Valenzin, ha partecipato alle ultime tappe del campionato nazionale Giro d’Italia in Apnea contribuendo alla vittoria di gruppo conquistata a Venezia il 18 novembre. •