Le analisi: storni uccisi dalla setticemia

Uno storno
Uno storno
Katia Ferraro 05.12.2018

Storni uccisi dalla setticemia, lo confermano le analisi. Dall’Istituto zooprofilattico sperimentale della Lombardia e dell’Emilia Romagna sono infatti arrivati i primi risultati delle analisi condotte su alcune carcasse delle decine di storni morti, trovati in queste settimane soprattutto nella zona a sud della provincia di Brescia e nel basso lago tra Desenzano e Sirmione, ma con una decina di casi segnalati anche a Peschiera. «I campioni analizzati sono stati colpiti da una forma di setticemia, una malattia che si sta diffondendo tra gli storni provocando queste morti diffuse», spiega il direttore dell’Istituto Giorgio Varisco. Il contagio tra un volatile e l’altro (finora sono stati segnalati solo storni) avviene tramite contatto, mentre non c’è pericolo di trasmissione alle persone. «Si tratta di forme setticemiche abbastanza tipiche negli uccelli, che muoiono per infezione», prosegue Varisco, ammettendo però che un fenomeno di tale portata, con decine e decine di storni morti, non si era mai verificato nel Bresciano. Un quadro più chiaro si avrà tuttavia nei prossimi giorni, quando sarà completata la mappa geografica delle analisi. Si tratta dunque di un fenomeno parallelo alle morti sospette di anatidi, tra cui anche cigni, segnalate sempre nelle scorse settimane nella zona del basso Garda e nel Mincio, all’altezza della centrale termoelettrica di Ponti sul Mincio. Per gli animali prelevati nel fiume i risultati sono arrivati la scorsa settimana e indicano come causa della morte il botulismo aviare, una forma di intossicazione che colpisce gli uccelli e che è causata dall’ingestione della tossina prodotta dal botulino, batterio diffuso in natura, generato dalla putrefazione vegetale e animale. Nonostante siano arrivate le prime risposte, le associazioni ambientaliste sono preoccupate. «Non abbiamo ancora dati scientifici certi su tutti gli animali morti, però si tratta di fenomeni anomali, che indicano un problema generale di qualità dell’acqua e dell’ambiente», afferma Chiara Tosi, coordinatrice regionale della Lipu. •