Funivia, colpo di scena Confermato l’attuale cda

La funivia per il Monte Baldo
La funivia per il Monte Baldo
Emanuele Zanini 07.09.2018

Nuovo colpo di scena: il consiglio di amministrazione della funivia di Malcesine è stato confermato. È l'esito dell'accesa assemblea dei soci di Atf, Azienda trasporti funicolari Malcesine Monte Baldo, tenutasi ieri in Provincia, dove si sono scontrate due diverse posizioni: da una parte quella del presidente della Provincia e dell'assemblea dei soci, Antonio Pastorello, che chiedeva il rinnovo del cda presieduto da Daniele Polato, e dall'altro quella degli altri due soci, il Comune di Malcesine e la Camera di Commercio, rappresentati ieri rispettivamente dal vicesindaco Claudio Bertuzzi e dal presidente Giuseppe Riello, che, hanno chiesto e ottenuto la conferma dell'attuale consiglio di amministrazione. Il cda formato dal presidente Polato e dai consiglieri Paolo Formaggioni, Fernando Morando, Carlo Sartori e Ivano Bommartini, salvo ulteriori novità, rimarrà in carica fino a dicembre, quando scadrà naturalmente il mandato. Pastorello, dopo aver introdotto i lavori riepilogando nei dettagli l'intricatissima questione sul rinnovo del cda, legata a quanto stabilisce l'articolo 25 dello statuto – cioè che il consiglio di amministrazione va cambiato se si rinnovano i consigli di enti che rappresentano almeno la metà delle quote sociali – ha sottolineato come il consiglio di amministrazione andava rinnovato, rifacendosi anche ai pareri della Presidenza del Consiglio dei ministri e del Ministero dell'Interno e a due ordinanze del tribunale di Verona. La proposta è stata però respinta dagli altri due soci. «Immediatamente dopo la seconda ordinanza del Tribunale di Verona, a inizio agosto, avevo chiesto agli altri soci la disponibilità di convocare quanto prima un’assemblea per risolvere la questione», spiega Pastorello. «Purtroppo un socio non era disponibile prima di oggi, ad un mese di distanza dalla mia richiesta». Il presidente della Provincia, che concluderà il proprio mandato a ottobre, a scanso di equivoci, e a sorpresa, durante l’assemblea ha inoltre proposto che nel rinnovo del cda il neo presidente di Atf fosse di Malcesine. «Per lasciare agli altri soci, ed in particolare al Comune gardesano, la possibilità di indicare una figura idonea a ricoprire questa carica», ha sottolineato Pastorello. La proposta del presidente della Provincia ha irritato il vicesindaco di Malcesine che l'ha definita «una mossa politica». Sulla decisione di rinnovare adesso il cda, Bertuzzi, a margine dell'assemblea, ha parlato di una «perdita di tempo». «È da maggio che dico che il cda va rinnovato», ha sottolineato. «Ora a tre mesi dalla scadenza naturale del cda, non ha senso cambiarlo per poi doverlo nuovamente rinnovarlo fra pochi mesi», ha ribadito riferendosi al fatto che a marzo 2019 scadrà anche il consiglio della Camera di Commercio. «Malcesine chiede da sempre la carica di presidente di Atf, che non le è mai stata data. Ottenerla adesso sarebbe una vittoria di Pirro». Riello ha sottolineato come la Camera di Commercio, che detiene il 25 per cento delle quote (la Provincia il 45 e il Comune di Malcesine il 30 per cento), «può solo parzialmente incidere sulle scelte dei soci». «Ad ogni modo l'ente camerale, ha precisato Riello, «spinge, nei limiti dei propri poteri, per una conduzione manageriale che guardi ai costi e ai ricavi e non a motivi di altra natura, soprattutto politici. È inutile nominare un consiglio di amministrazione che, per effetto dello statuto vigente, cadrebbe entro qualche mese. Quindi ribadisco la necessità di modificare lo statuto oppure di trasformare la società in un ente di diritto privato come è già accaduto in altre realtà. Si tratterebbe di scelte che garantiscono continuità gestionale e lontananza dalle logiche politiche ad una realtà fondamentale per l’economia del lago di Garda e della montagna». Durante l'assemblea è stato discusso anche l'aspetto sui compensi al cda su cui, come per la questione della decadenza del cda, è in corso una battaglia giudiziaria tra le parti. Secondo il decreto legislativo 78 del 31 maggio 2010, i vertici di un consorzio non obbligatorio composto da enti locali devono lavorare gratuitamente. Secondo il parere del Dipartimento di Scienze giuridiche dell'Università di Verona il cda di Atf, invece va retribuito. Pastorello ha così proposto un giudizio di accertamento «che consenta di arrivare ad una sentenza dichiarativa che faccia luce sull'argomento», rifacendosi al Tribunale di Verona. Nel frattempo rimane ancora congelato il bando istituito dalla funivia nel marzo scorso e chiuso in aprile, per individuare il nuovo cda a cui si erano candidati trentuno persone, di cui dodici di Malcesine. •

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