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Pacengo, il cielo
si colora di 500
paracadutisti

Erano 120 i soldati italiani impegnati nell’esercitazione congiunta con l’esercito statunitense FOTOSERVIZIO DI LUIGI PECORASono  stati gommoni italiani a recuperare i 500 paracadutistiUno dei parà recuperati dal gommoneI paracadutisti venivano lanciati da un elicottero americano
Erano 120 i soldati italiani impegnati nell’esercitazione congiunta con l’esercito statunitense FOTOSERVIZIO DI LUIGI PECORASono stati gommoni italiani a recuperare i 500 paracadutistiUno dei parà recuperati dal gommoneI paracadutisti venivano lanciati da un elicottero americano (BATCH)
 
K.F.19.05.2017

Ordine e disciplina, ma anche divertimento e relax per i cinquecento paracadutisti dell’esercito americano e italiano impegnati ieri e mercoledì in un addestramento di lanci nel lago di Garda.

Lo scenario delle esercitazioni ha fatto sì che il «dovere» fosse coniugato al piacere di ammirare le bellezze del paesaggio gardesano. Come nel 2015, quartier generale dell’addestramento è stato il porto di Pacengo con lo specchio d’acqua davanti alla costa, un rettangolo di un chilometro e mezzo in lunghezza per seicento metri al largo già certificato dalle autorità militari.

Impiegati nelle attività uomini e donne della 173° Brigata aviotrasportata Usa di stanza alla caserma Ederle di Vicenza e 120 italiani appartenenti ai reggimenti della Brigata Folgore e del Comfose, il Comando delle forze speciali dell’Esercito. A garantire la sicurezza un coordinamento di forze dell’ordine dispiegate in acqua e a terra: mezzi e agenti della Guardia Costiera e della squadra nautica della Polizia di Stato per delimitare il perimetro delle esercitazioni, il nucleo sommozzatori dei vigili del fuoco pronto a intervenire in operazioni subacquee, ma anche carabinieri e agenti della polizia locale.

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