Una catena umana per Koen Perché non succeda mai più

Un cuore  e cinque rose nel luogo  in cui il giovane van Keulen ha trovato la morte
Un cuore e cinque rose nel luogo in cui il giovane van Keulen ha trovato la morte
Katia Ferraro 28.07.2018

Una catena umana lungo la Gardesana per sensibilizzare i cittadini, ma soprattutto le istituzioni, «sul tema dell’ estrema necessità di mettere in sicurezza una delle strade più pericolose della sponda veronese del lago di Garda» e per «dimostrare la nostra vicinanza alla famiglia di Koen, ma anche per cercare di prevenire altre tragedie, perché la morte di questo ragazzo non sia stata vana». Lo hanno scritto alcuni cittadini alla Questura di Verona nella richiesta di autorizzazione allo svolgimento della manifestazione, proposta per venerdì 3 agosto alle 18.30. I sottoscrittori della richiesta si sono fatti portavoce dell’idea nata sul gruppo Facebook Vivi Lazise, dove per tutta la settimana è stata alta l’attenzione sulla sorte del diciassettenne olandese Koen van Keulen, scomparso nella notte tra il 19 e il 20 luglio e ritrovato tre giorni dopo nel rio Dugale, dov’era caduto dopo aver camminato dai Ronchi di Castelnuovo verso Pacengo lungo il tratto di Gardesana che costeggia la recinzione di Gardaland. Un tratto privo di banchina e di illuminazione. Dei video girati dalle telecamere del parco divertimenti lo mostrano mentre cammina affiancando il guardrail e poi mentre lo scavalca per proseguire all’esterno della carreggiata. Dopo aver percorso ancora qualche metro il terrapieno però si interrompe per far posto al letto del rio Dugale, che segna il confine tra Lazise e Castelnuovo e che in quel punto riaffiora dopo essere passato sotto la strada. È qui che il ragazzo è precipitato dopo un volo di sei metri. Gli organizzatori vogliono creare una catena umana che si estende da Pacengo fino a località Ronchi. L’iniziativa è appoggiata anche dai sindaci del basso lago. «Se si farà tornerò prima dalle vacanze per essere presente, va portato avanti tutto ciò che serve a sensibilizzare la Regione, proprietaria della strada», dice il sindaco di Castelnuovo Giovanni Peretti, che ieri seguendo l’esempio del collega di Lazise Luca Sebastiano ha inviato una lettera al presidente Luca Zaia per sollecitare interventi «irrinunciabili e improcrastinabili per l’incolumità e la sicurezza dei cittadini e dei turisti». Negli ultimi anni non sono mancate segnalazioni per chiedere opere di messa in sicurezza, avanzate a più riprese anche dai carabinieri di Lazise. «Se la manifestazione si farà parteciperò compatibilmente con gli impegni di lavoro», annuncia Sebastiano, «serve per evidenziare un problema reale, di cui noi siamo a conoscenza ma forse ignorato dalle persone preposte a prendere provvedimenti». Non sarà presente perché in vacanza la sindaca di Peschiera Orietta Gaiulli, ma ci saranno esponenti dell’ amministrazione: «È un’iniziativa lodevole, per velocizzare interventi attesi da tempo. La messa in sicurezza è prioritaria, ma servirebbero anche soluzioni infrastrutturali per alleggerire la Gardesana dal traffico, considerando che con le future lottizzazioni nella zona lago di Castelnuovo (previsti nuovi campeggi, tra cui quello di Gardaland, ndr) ci saranno ancora più auto». Pronti a scendere in strada il sindaco di Garda e deputato Davide Bendinelli e un ampio fronte di consiglieri e amministratori dei vari Comuni gardesani. «Partecipiamo all’iniziativa promuovendo l’evento per coinvolgere cittadini e aziende locali», dice Damiano Bergamini a nome del gruppo di minoranza di Lazise. Prima di ripartire per i Paesi Bassi, i genitori di Koen hanno lasciato nel punto dell’incidente un cuore con i loro nomi, quello del fratello Max e dei due amici in vacanza con loro, assieme a cinque rose rosse. Hanno anche incontrato il sindaco di Lazise affinché si prodighi per far sì che la Gardesana sia messa in sicurezza. Dopo l’ esame autoptico (i cui esiti si conosceranno solo tra qualche giorno) ieri ha fatto ritorno a casa anche la salma di Koen. •

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