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Torre Viscontea
Si avvicina
l’atteso restauro

Una veduta della Torre Viscontea a Castelnuovo
Una veduta della Torre Viscontea a Castelnuovo (BATCH)
Katia Ferraro13.09.2017

La buona notizia è che il restauro della Torre Viscontea, simbolo storico di Castelnuovo del Garda, è stato inserito nel piano triennale delle opere pubbliche con la previsione ottimistica che qualcosa si possa smuovere già entro la fine di quest’anno.

La cattiva è che trattandosi di un intervento finanziato attraverso un accordo pubblico-privato (con la Fap Investments srl, accordo in origine nato per realizzare un polo ippico con annesse volumetrie residenziali e turistiche), c’è il rischio che la società realizzi la cubatura che le è stata concessa prima di adempiere l’obbligo pubblico stabilito dall’accordo. Ovvero la ristrutturazione completa della torre e il recupero al grezzo del «castello», l’ex casa delle suore che nelle intenzioni dell’amministrazione potrebbe diventare un ostello.

Un rischio connaturato alla natura degli accordi pubblico-privati introdotti dalla legge regionale 11 del 2004, al tempo stesso risorsa per le amministrazioni comunali che possono ottenere una contropartita (perequazione) sulle concessioni edilizie, ma anche «giogo» a causa delle lungaggini di questi procedimenti che talvolta non vedono mai la luce o restano incompiuti per anni.

L’aver inserito il recupero della torre nel piano delle opere indica comunque che qualcosa si sta muovendo.

«La Soprintendenza ha approvato con prescrizioni lo studio di fattibilità del restauro presentato dall’architetto incaricato dalla società, che ora sta lavorando agli ultimi dettagli per poi far validare il progetto», dice il sindaco Giovanni Peretti.

«Per questo», continua il primo cittadino, «abbiamo inserito l’intervento nel piano triennale delle opere prevedendolo per il 2017 non solo come sfida e sprone, ma soprattutto per dare la possibilità alla ditta di fare il bando di gara nel caso sia tutto pronto entro l’anno, altrimenti ci toccherebbe aspettare».

IL COSTO preventivato per l’intervento è di 1 milione e 146mila euro, di cui 1 milione e 133mila coperti dal privato e circa 12mila sostenuti dal Comune. La somma a capo di Fap Investments è la perequazione prevista per il primo stralcio dell’accordo, il cui intervento urbanistico riguarderà una vasta area al confine con via Renaldo.

Due anni fa il maxi accordo era stato scorporato in due stralci, prevedendo che il primo ad essere realizzato fosse quello più a sud, vicino al centro abitato di Castelnuovo, zona in cui sorgeranno 40.500 metri cubi di edilizia residenziale e 24mila metri cubi a destinazione turistico-alberghiera. La realizzazione del polo ippico e del centro turistico funzionale alla sua attività rientra invece nel secondo stralcio più a nord, per cui la società dovrebbe eseguire altre opere pubbliche per un altro milione di euro. Ma del polo ippico non c’è traccia sul sito internet della Fap Investments, dove si parla genericamente di «futuro ampliamento» dell’intervento immobiliare.

SUI TEMPI spinge il sindaco Giovanni Peretti.

«Mi auguro che i lavori sulla torre siano fatti nel 2018», auspica, pur ammettendo che nel testo della convenzione che regola l’accordo non c’è alcuna clausola che imponga al privato di partire prima con la parte pubblica.

L’unica cosa certa è che «fino a quando l’opera pubblica non sarà finita non si darà l’agibilità sulle costruzioni private», assicura Peretti.

«Quello che possiamo fare è avere un dialogo costante con i nostri interlocutori», conclude, «per questo ho iniziato a tenere incontri settimanali con l'ufficio lavori pubblici e con i miei assessori di competenza per fare il punto sulle opere pubbliche previste negli accordi e spronare la loro realizzazione».

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