«Omicidio volontario» Clochard arso vivo,
chiesto il processo per un giovanissimo

L'auto bruciata nella quale dormiva Gary
L'auto bruciata nella quale dormiva Gary
Camilla Ferro10.06.2018

Richiesto il giudizio immediato - cioè senza il filtro dell'udienza preliminare - per  uno dei due ragazzini veronesi (il secondo, al momento dei fatti, era poco più che un bambino, 13 anni, e non è imputabile) ritenuto colpevole dalla Procura dei Minori di Venezia dell’uccisione di Ahmed Fdil detto «Gary», il senzatetto marocchino di 64 anni morto carbonizzato a Santa Maria di Zevio il 13 dicembre scorso.

 

L’avevano preso di mira e quello che doveva essere solo uno «scherzo», «volevamo spaventarlo e basta», «nessuno pensava che morisse» - così hanno sempre detto i due minori finiti sotto inchiesta.

Il pm non ha creduto ad una parola del più grande, lo ha ascoltato ma non ha trovato nemmeno un elemento valido per prefigurare un reato più leggero e ha chiuso il fascicolo con una terribile certezza: voleva semplicemente ucciderlo, voleva che bruciasse e quindi va giudicato per omicidio volontario in concorso (con il baby-complice non imputabile per l’età) aggravato dal fatto che Ahmed Fdil non era in grado di difendersi. E così l’11 dicembre il ragazzo, nel frattempo diventato maggiorenne, dovrà affrontare la Corte d’Assise del tribunale dei minori di Venezia spiegando di nuovo al presidente e ai giudici popolari che non c’era la volontà di uccidere ma che è stata «solo una bravata dagli esiti imprevedibili». 

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