Domani a Volon messa in ricordo di Brigitte Atayi

Brigitte Atayi
Brigitte Atayi
P.T.31.08.2018

Brigitte Atayi sarà ricordata domani mattina, alle 10.30, con una messa celebrata nella chiesa parrocchiale di Volon di Zevio. Le ceneri della mediatrice culturale, morta in un incidente in Togo un mese fa dove era tornata per festeggiare con parenti e una comitiva di amici italiani il suo sessantesimo compleanno e il novantesimo di mamma Agatah, sono tornate in Italia qualche giorno fa, portate dal marito Paolo Corazza. La signora, che con il consorte e i figli Manuela e Santos di 26 e 25 anni si era stabilita in Italia nel 1991, proprio durante il soggiorno nella sua terra natale è incappata in un destino crudele, rimanendo uccisa in seguito allo scontro frontale dell’auto su cui viaggiava con un camion. Qualche giorno prima aveva celebrato con tanti amici la doppia ricorrenza, ma poi aveva scelto di fermarsi in Togo qualche giorno in più per perfezionare alcuni documenti. Brigitte Atayi era una donna forte, dinamica, che certo non si arrendeva davanti alle difficoltà poste dai pregiudizi che rendono più difficile l’inserimento nella nostra società delle persone come lei, di pelle scura. Brigitte raccontava con il sorriso sulle labbra la volta che, reggendo la borsa da calcio di suo figlio Santos mentre andava a fare le condoglianze a una conoscente rimasta vedova, era stata scambiata per una «vu cumprà»: una donna infatti le si rivolse dicendole che non avrebbe comprato nulla da lei. Atayi aveva una personalità poliedrica, affabile, per certi versi anticonformista. Non ha mai ritenuto, ad esempio, di prendere la cittadinanza italiana, ambita dai tanti africani che arrivano nel nostro Paese. Le sembrava quasi paradossale d’essere considerata tale, essendo di pelle scura. In qualità di traduttrice, scrittrice e cantante era stata all’ultimo salone del libro di Torino. A Verona aveva conosciuto il giornalista Gian Antonio Stella, autore del libro L’orda, nel quale racconta che anche noi italiani veniamo da un passato di migranti. migranti come del resto anche gli albanesi. In occasione della ricorrenza dell’otto marzo, Brigitte Atayi aveva partecipato a due serate di voci femminili organizzate da Enrico de Angelis. La donna venuta dal Togo, insomma, aveva idee ed energia da vendere. Il marito Paolo l’aveva incontrato in Africa. Arrivata con lui in Italia, nel Veronese trovò subito il lavoro adatto a lei: orientare gli immigrati alla nuova vita. Una professione che l’ha fatta amare. Oggi in molti si ritroveranno in chiesa a Volon per piangerne la scomparsa e stringersi ai suoi familiari. •